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martedì 28 maggio 2024
 
dossier
 

Bambine e bambini in Ucraina: una generazione derubata del suo futuro

16/02/2023  A un anno dall'inizio del conflitto, il dossier di WeWorld, una delle organizzazioni umanitarie attive nel Paese fin dai primi giorni dell'invasione russa, presente con quattro sedi, a Kyiv, Leopoli, Odessa e Kharkiv

L’invasione dell’Ucraina da parte delle forze russe, cominciata all’alba del 24 febbraio del 2022, ha dato inizio a un conflitto nel cuore dell’Europa che ha costretto milioni di persone e famiglia ad abbandonare le loro case, in cerca di un rifugio e di protezione. Secondo i dati dell’Unhcr, a gennaio del 2023 in tutta Europa si sono registrati 8 milioni di rifugiati dall’Ucraina. A questi si aggiungono milioni di sfollati interni. Come in tutte le crisi ed emergenze umanitarie, i bambini e le donne sono i soggetti più vulnerabili e più bisognosi di aiuto e protezione.

Fra le organizzazioni umanitarie presenti sul territorio ucraino fin dai primi giorni della guerra, per dare assistenza e sostegno alla popolazione, c’è WeWorld, che insieme a ChilFundAlliance si è attivata per fronteggiare l’emergenza in collaborazione con nove associazioni partner locali. WeWorld ha sede a Kyiv, Leopoli, Odessa e Kharkiv, nell'Est: al momento è una delle poche organizzazioni italiane a lavorare nelle zone più problematiche del Paese, quelle che erano sotto occupazione russa e sono state liberate, e nelle aree rurali della regione di Kharkiv, una delle città che dall'inizio del conflitto non conosce tregua dai bombardamenti.

Come emerge dal dossier “Crisi Ucraina, un anno di conflitto”, redatto dalla Ong, WeWorld lavora per fornire cibo, riparo, medicine, beni di prima necessità, accesso all’educazione e ai servizi psicosociali, con particolare attenzione per bambine, bambini e adolescenti, un'intera generazione alla quale questa guerra ha rubato il futuro. Ad oggi gli interventi hanno raggiunto 60mila persone, la metà bambini e bambine e la maggioranza donne, e ha erogato 4 milioni di euro di aiuti. A Leopoli, fra le altre cose, la Ong ha creato sei spazi Child friendly, ovvero spazi di socialità e interazione in cui i bambini sfollati possono divertirsi, giocare, disegnare: luoghi di osservazione nei quali gli educatori possono cogliere segni di particolare disagio e avviare un dialogo con le madri.  In tutta la regione di Kyiv WeWorld opera con un programma di assistenza in contati multiuso, che le famiglie adoperano per i loro bisogni, in particolare a Irpin la Ong offre sostegno economico a oltre 2.400 famiglie le cui case sono state danneggiate o distrutte.

Nella regione di Odessa WeWorld supporta persone sfollate vicino al confine con la Moldavia, nei distretti di Izmail e Ren. A Kharkiv e nelle zone liberate la situazione è ancora più difficile: WeWorld fornisce assistenza nei villaggi rurali, soprattutto alle persone anziane, per far fronte all’inverno, con la distribuzione di vestiti, biancheria, coperte, kit per la famiglia, per l’igiene, contenitori d’acqua, combustibile.

La Ong sostiene anche gli ucraini sfollati in Moldavia, a Chisinau e Criuleni, con la distribuzione di pacchi alimentari, kit igienici, l’offerta di supporto psicosociale per i bambini, corsi di lingue e campagne di sensibilizzazione con un focus sul rafforzamento dell’inclusione socio-economica. In Italia, le donne ucraine rifugiate e i loro bambini trovano accoglienza e sostegno negli Spazi Donna WeWorld, centro diurni pensati per l’ascolto, il supporto e l’empowerment femminile, per aiutare le donne e le madri a risollevarsi, riacquistare fiducia in sé stesse, ricostruire la loro vita e ricominciare a progettare, pian piano, il loro futuro, pur nell’immensa sofferenza.

«È un'emergenza umanitaria», commenta Dina Taddia, consigliera delegata di WeWorld, «ma sarà molto lungo il percorso per ritornare a una situazione pre-conflitto, perché i danni materiali, ma soprattutto immateriali sono stati enormi». Informazioni: www.weworld.it

(Foto Reuters: una bambina viene evacuata da casa sua nella città di Bakhmut)

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