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Se n’è andato un grande campione e un grande uomo. Il calcio e tutto il mondo dello sport piangono Gianluca Vialli: a 58 anni l'ex attaccante si è spento a Londra, dopo aver combattuto contro un tumore al pancreas contro cui lottava da 5 anni. L'ex calciatore aveva lasciato pochi settimane fa il suo ruolo di capo delegazione della Nazionale. La famiglia ha confermato la sua morte con una nota. «Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l'hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori». Per ricordarlo la Federazione ha disposto un minuto di raccoglimento da osservare prima di tutte le gare dei campionati di calcio in programma nel prossimo fine settimana.
"Ciao Gianluca": la Juventus lo saluta così. Sui social, il club bianconero ha voluto omaggiare l'ex bianconero postando una foto dell'ex calciatore che alza al cielo la Champions League, dopo la vittoria nella finalissima del maggio 1996 contro l'Ajax. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina lo ricorda così. «Sono profondamente addolorato - aggiunge Gravina - ho sperato fino all'ultimo che riuscisse a compiere un altro miracolo, eppure mi conforta la certezza che quello che ha fatto per il calcio italiano e la maglia azzurra non sarà mai dimenticato. Senza giri di parole: Gianluca era una splendida persona e lascia un vuoto incolmabile, in Nazionale e in tutti coloro che ne hanno apprezzato le straordinarie qualità umane».
Gianluca Vialli era nato a Cremona il 9 luglio 1964, quinto e ultimo figlio di una benestante famiglia di origine trentina, e vive un'infanzia agiata nella tenuta di famiglia, la villa Affaitati di Grumello, nell'hinterland cremonese. Nel 2003 si sposa con Cathryn, conosciuta a Londra durante il periodo al Chelsea; la coppia ha due figlie ("spero di vivere a sufficienza per accompagnarle all'altare", diceva).
Uno dei più forti campioni del calcio italiano di tutti i tempi. Tra i migliori centravanti degli anni 80 e 90 del XX secolo (Cremonese, Sampdoria, squadra che trascinò allo scudetto, Juventus, Chelsea), è l’unico attaccante che ha vinto tutte e tre le principali competizioni Uefa per club. Nel 1993 alza la Coppa Uefa. Poi, nel 1995, conquista tre trofei (scudetto, Coppa Italia e Supercoppa), preludio del trionfo in Champions League nel 1996 nella storica finale vinta a Roma a rigori contro l'Ajax. Col Chelsea altri 4 titoli: la Coppa d'Inghilterra nel 1997 e, nel 1998, pochi mesi dopo essere stato nominato "player-manager", prima la Coppa di Lega quindi la seconda Coppa delle Coppe (1998) infine la Supercoppa europea ai danni del Real Madrid.
E' stato capocannoniere dell’Europeo Under 21, della Coppa Italia del 1989, (in cui ha stabilito, con 13 reti, il record assoluto di realizzazioni in una singola edizione del torneo) della Coppa delle Coppe 1990, del campionato di Serie A 1990-1991. Tra il 1985 e il 1992 ha totalizzato 59 presenze e 16 reti nella nazionale italiana, prendendo parte a due Mondiali (Messico 1986 e Italia 90). Le sue grandi doti tattiche e umane gli hanno permesso di essere anche un grande allenatore (Chelsea, Watford, la squadra di Elton John, con cui non ebbe molta fortuna). Da allora decise di abbandonare la panchina per dedicarsi al ruolo di brillante opinionista in tv, da Italia 1 a Sky dove ha condotto anche inchieste sui mali del calcio italiano.
Gli italiani lo ricordano accanto al Ct Mancini nei giorni trionfali dell’Europeo di calcio, grande motivatore della squadra. Non faceva mistero anche in pubblico della sua malattia, che ha sempre affrontato con coraggio e determinazione, fino agli ultimi giorni in una clinica privata di Londra.
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