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Israele ha bombardato un edificio a Doha, in Qatar, durante una riunione dei vertici di Hamas. Il movimento islamista ha parlato di un «fallimento» nel tentativo di eliminare la delegazione negoziatrice, ma ha confermato sei morti, tra cui Hamam al-Hayya, figlio del capo negoziatore Khalil al-Hayya, e un agente della sicurezza interna del Qatar.
L’emiro Tamim bin Hamad al-Thani ha denunciato l’operazione come «un attacco criminale» e «una flagrante violazione della sovranità nazionale». «Il Qatar adotterà tutte le misure necessarie per difendersi», ha aggiunto.
La Casa Bianca ha riferito che Israele aveva informato gli Stati Uniti poco prima del raid, ma Doha ha negato di essere stata preallertata: «La chiamata da Washington è arrivata mentre già sentivamo le esplosioni».
Donald Trump, attraverso la sua portavoce, ha preso le distanze: «Colpire il Qatar, stretto alleato degli Stati Uniti, non aiuta né Israele né gli Usa».
Condanna unanime anche dall’Unione Europea, che ha parlato di «violazione del diritto internazionale e rischio di escalation», e dal segretario generale dell’Onu António Guterres. L’Italia, con Giorgia Meloni, ha espresso «vicinanza all’emiro» ribadendo la contrarietà a ogni aggravamento della crisi.
Intanto a Gaza la situazione precipita: l’Idf ha ordinato l’evacuazione di tutta Gaza City e migliaia di civili si stanno spostando verso sud, mentre i bombardamenti continuano e cresce il numero delle vittime.




