La legge per l’attribuzione del doppio cognome alla nascita, paterno e materno, giace al Senato da due anni, da quando cioè è stata approvata dalla Camera.  Ma forse già da domani le cose potrebbero cambiare grazie a un’attesa sentenza della Corte Costituzionale.  A suscitare il caso una coppia italo-brasiliana di Genova che aveva chiesto di poter registrare il proprio bambino con il doppio cognome. Il figlio ha la doppia cittadinanza, e in  Brasile è stato registrato con il cognome materno e paterno, mentre in Italia ha soltanto il cognome del padre. Stante l’attuale legislazione, la richiesta è stata respinta, da qui il ricorso alla Consulta. È solo una delle tante battaglie portate avanti in questi anni per vedere riconosciuto un diritto presente in molti Paesi europei, come  Spagna, Francia, Germania, Inghilterra…  E infatti nel 2014 la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo aveva denunciato il nostro Paese come  inadempiente del rispetto dei diritti fondamentali previsti dal Trattato di Lisbona, ribadendo il diritto delle madri a potere trasmettere il proprio cognome da ragazza.  L’Italia aveva risposto prontamente con un testo unico passato in Parlamento con una buona maggioranza. La legge prevede che alla nascita il figlio potrà avere il cognome del padre o della madre o i due cognomi, secondo quanto decidono insieme i genitori. Se però non vi è accordo, il figlio avrà il cognome di entrambi in ordine alfabetico. Stessa regola per i figli nati fuori del matrimonio e riconosciuti dai due genitori.  Il principio della libertà di scelta vale anche per i figli adottati. Si può anche decidere quale dei due cognomi venga prima, ma se non c’è l’accordo si procede in ordine alfabetico. Chi ha due cognomi può trasmetterne al figlio soltanto uno, a sua scelta. Il maggiorenne che ha il solo cognome paterno o materno, con una semplice dichiarazione all’ufficiale di stato civile, può aggiungere il cognome dell’altro genitore. Non si può però prendere il cognome di un genitore che non ha riconosciuto il figlio.
Mentre la legge è ferma la Senato l’unico modo per provare ad aggiungere il cognome materno è ricorrere la prefettura motivando però la propria richiesta analogamente a come si fa quando si vuole cambiare il cognome perché ridicolo o lesivo della propria dignità. Il movimento del doppio cognome è molto ampio e ha generato anche un sito www.cognomematerno.it dove si risponde a ogni tipo di quesito in merito, e sono presenti anche molte sentenze.