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Auguri a Fidel Castro, che festeggia i 90 anni. Nato il 13 agosto del 1926, chissà se aveva mai pensato di invecchiare fino a un’età così veneranda. Magari si aspettava di morire in battaglia, durante la rivoluzione che lo portò al potere. Oppure pensava di esser fatto fuori da qualche oppositore interno, magari dai dissidenti cubani di Miami. Forse aveva messo anche nel conto di essere ucciso dalla Cia che, secondo alcune testimonianze di alcuni anni fa, aveva messo a punto oltre 600 modi per uccidere Fidel (compresi i sigari esplosivi e misteriosi molluschi da riempire di esplosivo). Invece Fidel, dato per morto almeno due o tre volte negli ultimi tempi, spegne le 90 candeline sulla torta in una vecchiaia che lo vede acciaccato, lontano dal potere e ormai quasi invisibile.
Il suo tramonto dal potere e dalla scena mondiale è cominciato il 31 luglio del 2006, quando Fidel annunciò che lasciava «in modo provvisorio» la guida del Paese, delegando le funzioni di governo al fratello Raul. Pochi giorni dopo, per l’80º compleanno, Fidel Castro si fece fotografare a letto, con in mano un giornale, per far vedere a tutti che era ancora vivo e vegeto. Ma ormai non sarebbe più tornato in sella e nel febbraio del 2008 fu resa ufficiale la sua rinuncia alle cariche di Presidente del Consiglio di Stato e Comandante in capo.
Lasciando le redini in mano a Raul, il vecchio leader ha assicurato una transizione morbida, senza strappi. Lui si è fatto da parte, senza però rinunciare a qualche apparizione in pubblico. Come è accaduto nell’incontro privato avuto con papa Benedetto nel marzo del 2012 e con papa Francesco nel settembre del 2015.
O ancora il 19 aprile di quest’anno quando ha partecipato alla cerimonia di chiusura del Congresso del Partito comunista cubano. In quest’ultima occasione Fidel indossava la stessa tuta adidas con la quale è stato fotografato insieme a Bergoglio. Il Lìder màximo è apparso decrepito nel fisico, tuttavia ancora lucido, loquace e sorridente.La Cuba in cui Fidel festeggia questo compleanno è molto diversa, ormai, da quella della Revoluciòn. Quella di oggi è la Cuba del disgelo con gli Stati Uniti, concretizzato nella riapertura delle ambasciate, nella ripresa degli scambi commerciali e nella apertura al turismo per gli americani. Una svolta che il vecchio leader non sembra aver gradito. Non ha incontrato Obama durante la visita del presidente Usa a L’Avana e ha scritto in una lettera che Cuba «non ha bisogno di nulla dall’impero». L’età, insomma, non lo ha ammorbidito.



