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Quello del Centro di Assistenza Legale e Medica cardinale Schuster è una bella testimonianza di generosità e altruismo: qui da 75 anni professionisti come medici, avvocati e notai esercitano la loro attività gratuitamente per chi ne ha bisogno. Per questo il Comune di Milano ha deciso di premiare il Centro con la civica benemerenza, che sarà assegnata il 7 dicembre durante la “Cerimonia degli Ambrogini” al Teatro Dal Verme.
A varcare la porta del Centro di via Bergamini, fra l'Arcivescovado e l'Università Statale, sono uomini e donne generalmente indirizzati dalle parrocchie, dai consultori e dai servizi d’accoglienza di Caritas e Comune. «Oggi eseguiamo circa 400 visite mediche e 150 consulenze legali all’anno. Non sono più i numeri del dopoguerra, quando in assenza di altre realtà assistenziali offrivamo anche 5 mila consulti medici all'anno, ma negli ultimi tempi stanno aumentando le richieste da parte di chi non ha permesso di soggiorno o dei cosiddetti “nuovi poveri”, che per vari motivi non riescono ad arrivare a fine mese», dice Carla Bianchi Iacono, figlia del fondatore e attuale presidente del Centro.
Il Centro di Assistenza Legale e Medica card. Schuster nacque per iniziativa di un gruppo di universitari della Fuci e di laureati cattolici, guidati dall’ingegnere Carlo Bianchi. «Nel 1943 l'Italia era provata dalla guerra. A Milano la distruzioni delle case e degli archivi stava creando problemi a chi cercava di ricostruire quanto distrutto dalle bombe: erano necessari documenti per dimostrare la proprietà, per ottenere sovvenzioni e aiuti, per accedere all'assistenza della Croce Rossa. In più la scarsità di cibo, le abitazioni di fortuna e la scarsa igiene facevano divampare malattie che i più non avevano possibilità di far curare – ricorda Carla Bianchi Iacono - Il cardinale Ildefonso Schuster spronò allora i giovani a fare qualcosa, e mio padre sentì che era il momento di rimboccarsi le maniche».
Carlo Bianchi raccolse quindi amici e colleghi per organizzare un servizio gratuito di assistenza legale e medica. «L’obiettivo era contribuire a migliorare le condizioni di vita della popolazione meno abbiente», sottolinea la figlia. L’ingegnere scrisse al cardinale Schuster presentandogli l’iniziativa e ne ricette totale approvazione. Anzi, Schuster mise a disposizione dell’attività alcuni locali della curia. Nella lettera, Bianchi proponeva di chiamare l'opera “La carità del Cardinale” ma Schuster, di suo pugno, cambiò la dicitura in “La carità dell'Arcivescovo”, così che non restasse legata alla sua persona ma alla curia intera.
Nel 1944 giovani e professionisti iniziarono a prestare servizio. «Nei primi quattro anni vennero effettuate più di 2.500 visite mediche e un migliaio di consulenze legali ogni anno», prosegue Carla Bianchi Iacono. Nello stesso periodo l’ingegnere era impegnato nella Resistenza cattolica e nel Comitato di liberazione nazionale Alta Italia. Con Teresio Olivelli, beatificato nel 2018, Bianchi si era schierato per una società più libera, giusta e cristiana. Per questo il 27 aprile del 1944 venne arrestato, portato al campo di prigionia di Fossoli e fucilato l’11 luglio dello stesso anno. Il «buon giovane» che nell'entusiasmo dei suoi 30 anni venne a informarmi dell'opera caritativa da lui fondata: con questo rammarico lo ricordò Schuster nel discorso funebre ai martiri di Fossoli.
Un epilogo terribile, che però non fermò le attività del centro. Nei decenni successivi la Carità dell'Arcivescovo continuò la sua preziosa azione in maniera nascosta e riservata e nel 1989, per evitare confusioni con Caritas ambrosiana, prese il nome di Centro di Assistenza Legale e Medica card. Schuster. Lo stesso che campeggia sulla targa accanto ai locali di via Bergamini 10 dove, sulla scia dell’impegno del suo generoso fondatore, quattro medici e dodici avvocati continuano a prestare gratuitamente i loro servizi (www.centro-assistenza-schuster-onlus.it).




