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Per la sua prima messa in Coena Domini da Pontefice papa Leone ha deciso di riprendere la tradizione della celebrazione in San Giovanni in Laterano. L’ultimo Pontefice a celebrarla qui è stato Benedetto XVI nel 2012, mentre papa Francesco ha sempre preferito spostarsi nelle carceri, come faceva già da arcivescovo e cardinale a Buenos Aires, e in altri luoghi di sofferenza. Lo scorso anno, il 17 aprile, era stato a Regina Coeli. «A me piace fare tutti gli anni quello che ha fatto Gesù il Giovedì Santo, la lavanda dei piedi, in carcere», aveva detto aggiungendo che «quest’anno non posso farlo, ma posso e voglio essere vicino a voi. Prego per voi e per le vostre famiglie».
Papa Leone ha scelto, invece, di lavare i piedi a dodici sacerdoti della diocesi di Roma. Undici ordinati da lui stesso lo scorso anno accompagnati da don Renzo Chiesa, direttore spirituale del Pontificio seminario romano maggiore. La diocesi di Roma ha reso noti i loro nomi. Si tratta, oltre che dello stesso don Chiesa di don Andrea Alessi, don Gabriele Di Menno Di Bucchianico, don Francesco Melone, don Clody Merfalen, don Federico Pelosio, don Marco Petrolo, don Pietro Hieu Nguyen Huai, don Matteo Renzi, don Giuseppe Terranova, don Simone Troilo, don Enrico Maria Trusiani.
A loro, ordinandoli in San Pietro il 31 maggio dello scorso anno, papa Leone aveva chiesto «trasparenza della vita. Vite conosciute, vite leggibili, vite credibili! Stiamo dentro il popolo di Dio, per potergli stare davanti, con una testimonianza credibile. Insieme, allora, ricostruiremo la credibilità di una Chiesa ferita, inviata a un’umanità ferita, dentro una creazione ferita. Non siamo ancora perfetti ma è necessario essere credibili». E aveva sottolineato che «l’amore del Cristo infatti ci possiede» ed «è un possesso che libera e che ci abilita a non possedere nessuno. Liberare, non possedere».
La scelta di lavare i piedi ai dodici sacerdoti dice di una particolare sollecitudine del Pontefice per l’accompagnamento del cammino spirituale dei sacerdoti. Una cura che non si limita ai più giovani. Anzi, è notizia di qualche giorno fa, papa Leone ha inviato un messaggio di auguri a don Bruno Kant, sacerdote della Diocesi di Fulda, in Germania, che a fine febbraio aveva compiuto 110 anni diventando ufficialmente il sacerdote più anziano del mondo.





