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Cinque neonati sono stati trovati morti nell'abitazione di una coppia a Orange, nel dipartimento francese del Vaucluse, nel sud della Francia. La scoperta è avvenuta ieri, 28 luglio, dopo che la donna, 32 anni, il giorno precedente aveva dato alla luce un altro bambino, nato in buone condizioni di salute. La procura di Carpentras ha aperto un'indagine per ricostruire l'accaduto e chiarire le circostanze della morte dei neonati.
Sulla dinamica del ritrovamento, tuttavia, le ricostruzioni diffuse nelle prime ore non coincidono. Secondo quanto riportato da Reuters, il compagno della donna, sconvolto dalla scoperta della gravidanza avvenuta solo in una fase molto avanzata, avrebbe iniziato a cercare in casa, trovando quelli che sembravano essere resti umani. Sarebbe stato lui ad avvisare l'ospedale dove la donna era ricoverata, che ha quindi allertato le autorità.
Altre ricostruzioni, riportate da Le Parisien e riprese da diversi media francesi, descrivono invece una sequenza diversa degli eventi: dopo il ricovero della donna il compagno avrebbe trovato un primo corpo nell'abitazione e dato l'allarme. Solo in un secondo momento la polizia, intervenuta sul posto, avrebbe rinvenuto gli altri resti durante la perquisizione dell'appartamento.
La coppia, incensurata, ha altri due figli, di otto e dodici anni. Le autorità non hanno ancora reso note le cause della morte dei neonati né il periodo in cui sarebbero avvenuti i decessi. L'inchiesta dovrà accertare la cronologia dei fatti, le cause delle morti e le eventuali responsabilità.
Al di là delle responsabilità penali, che spetterà alla magistratura accertare, una vicenda come questa lascia domande che riguardano tutti. Com'è possibile che un dramma così grande si consumi all'interno di una famiglia senza che nessuno se ne accorga? Ogni giorno incrociamo vicini di casa, colleghi, genitori davanti a scuola, persone che salutiamo senza conoscerle davvero. Nessuno può sapere che cosa accadesse all'interno di quella casa. Ma questa vicenda ci invita a chiederci quanto siamo davvero presenti nella vita di chi ci vive accanto e quanto spazio diamo all'ascolto e alla vicinanza. Una comunità non è fatta solo di persone che abitano nello stesso luogo. È fatta di relazioni, di attenzione reciproca, della capacità di accorgersi degli altri e, quando serve, di chiedere l'intervento delle istituzioni chiamate a prendersi cura delle situazioni più fragili. Non significa entrare nella vita altrui, ma non ignorare le difficoltà di chi ci circonda. La giustizia accerterà i fatti e le responsabilità. A noi resta chiederci che cosa significhi, oggi, essere davvero una comunità.




