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La manifestazione della Cgil con attori e lavoratori dello spettacolo , davanti alla sede della regione Campania a Napoli, contro i tagli alla Cultura decisi dal governo nazionale, 1 marzo 2024. ANSA/ CIRO FUSCO
I libri hanno costi sempre più alti, per fortuna che ci sono le biblioteche, a garanzia dell’accessibilità alla lettura per tutti anche chi non si può permettersi di acquistarli. Ma attenzione: come fa l’anziano pensionato che si trova la sua biblioteca chiusa per sempre per mancanza di personale, oppure aperta a singhiozzo e retta da lavoratori precari in capo alle cooperative? E solo un piccolo esempio che riguarda tanti cittadini, per farci capire come le rivendicazione dei lavoratori della cultura non solo solo una faccenda di categoria. L’idea è quella di una cultura accessibile, democratica dove i lavoratori non vengono sfruttati, ma che possa anche essere alla portata di tutti. Ecco che merita il nostro sostegno lo sciopero domani venerdì 12 giugno che vede il mondo della cultura unito, per la prima volta dagli anni Settanta per rivendicare salari più equi, contratti con tutele, investimenti che si traducono anche in nuove assunzioni: e domani 12 giugno scende in piazza, . Nato da un percorso di mobilitazione avviato dall’associazione Mi Riconosci?, lo sciopero è proclamato anche dai sindacati FP CGIL, NIdiL CGIL, CUB, ADL COBAS, COBAS Lavoro Privato, CLAP e USI CT&S.


Ci saranno presidi nelle principali città: a Milano A Firenze agli Uffizi dalle 9.30, a Milano alla Pinacoteca di Brera dalle 10.00, a Gernova davanti alla Prefettura dalle 10.00, a Venezia alle Gallerie dell’Accademia dalle 16.00, a Torino in Piazza Garignano dalle 10.00, a B ari alla Cittadella della Cultura dalle 10.00, a Roma in Piazza del Planetario (Museo Nazionale Romano) dalle 10.00. E ancora a Brescia, Ravenna,. Padova, Cagliari, L’aquila, Mantova…
In prima linea i traduttori di Strade


Tra le sigle che hanno aderito allo sciopero c’è l’associazione Strade traduttori editoriali. Abbiamo parlato con la loro coordinatrice, Lia Bruna: «L’iniziativa parte da lavoratrici e lavoratori del settore culturale riuniti nell’associazione Mi Riconosci?, che si occupa da una decina d'anni di precariato nei beni culturali, quindi dall'archeologia alle biblioteche, gli archivi, i musei, le guide turistiche, tutte le varie forme di lavoro che di chi ha fatto una formazione, un percorso formativo nei beni culturali e che in qualche modo afferisce al Ministero della Cultura in modo diretto o indiretto». Loro, come altri lavoratori come i bibliotecari, solo in minima parte rientrano nel contratto collettivo di Federculture, altri sono inquadrati nel generico contratto Multiservizi, in cui affluiscono anche addetti alle pulizie, bidelli, insomma un gran calderone dove non viene riconosciuta la lunga formazione di certe figure, e la delicatezza del loro ruolo. «Le pubbliche amministrazioni hanno smesso di assumere e hanno esternalizzato con gare di appalto finendo per proporre contratti a partita Iva a lavoratori che in realtà svolgono un servizio pubblico», continua Lia Bruna. «Mi riconosci? ha allora fatto un appello a tutte quelle realtà associative attive nel settore culturale compresi cinema, teatro, spettacolo dal vivo, televisione e anche editoria. E noi come Strade abbiamo risposto convocando un’assemblea aperta anche ad altre associazione come Autori di Immagini e Icwa, Associazione italiana degli scrittori per ragazzi. Alla fine a noi non interessa mettere in evidenza il nostro simbolo, ma portare la gente in piazza o farla partecipare come può. C'è stata una bellissima riflessione su che cosa vuol dire fare sciopero oggi, come ci si mette in rete, come ci si attiva. E noi alla fine, come Strade, proponiamo la cosiddetta modalità dello sciopero sociale. Una risposta automatica nella casella della posta professionale che recita: “oggi non sono al lavoro perché aderisco allo sciopero”». Tra le loro richieste maggiori assunzioni e maggiori finanziamenti agli enti pubblici a sostegno della cultura estensione del contratto collettivo, piena applicazione dei contratti collettivi di settore, anche per mansioni autoriali, come appunto i traduttori, i grafici, gli editor...





