Martedì mattina Napoli si è svegliata sotto una coltre di fumo e dolore: un incendio scoppiato nella zona di Chiaia ha devastato il Teatro Sannazaro, storico gioiello della scena culturale partenopea, e ha costretto 60 persone a lasciare le proprie case. La cupola del teatro, interamente in legno, è crollata e le fiamme hanno consumato la platea e il palcoscenico, lasciando solo le strutture portanti. Sul posto, tra vigili del fuoco e residenti increduli, anche la manager Lara Sansone, in lacrime davanti a quello che fino a poche ore fa era un luogo di vita e di arte.

Luisa Conte con Nino Taranto e Carlo Taranto in una delle celebri commedia rappresentare tra gli anni '70 e '80 sul palco del teatro Sannazaro di Napoli distrutto da un incendio
Luisa Conte con Nino Taranto e Carlo Taranto in una delle celebri commedia rappresentare tra gli anni '70 e '80 sul palco del teatro Sannazaro di Napoli distrutto da un incendio

Luisa Conte con Nino Taranto e Carlo Taranto in una delle celebri commedia rappresentare tra gli anni '70 e '80 sul palco del teatro Sannazaro di Napoli distrutto da un incendio

(ANSA)

Ma il Sannazzaro non è solo un teatro: è una storia viva di Napoli e dell’Italia intera. Inaugurato nel 1847, in un periodo di grande fermento culturale per la città postunitaria, è stato uno dei primi teatri italiani a sperimentare l’energia elettrica per l’illuminazione, simbolo di innovazione e coraggio artistico.

Il teatro prende il nome dal poeta umanista Jacopo Sannazaro ed è stato fin dall’inizio un elegante spazio dedicato alla prosa e al teatro brillante. Nato come sala privata destinata a un pubblico borghese, si è distinto per una programmazione attenta alla drammaturgia contemporanea e alla tradizione partenopea. Nel corso del Novecento il Sannazaro è diventato un punto di riferimento per il teatro napoletano, ospitando compagnie e interpreti di primo piano come Eduardo De Filippo, Titina De Filippo, Peppino De Filippo e Nino Taranto. Ma ha anche visto crescere generazioni di spettatori e artisti: da attrici come Luisa Conte, la cui famiglia ha legato indissolubilmente il proprio nome alla struttura.

 Il teatro ha attraversato periodi di difficoltà economica e chiusure temporanee, ma è sempre riuscito a rinascere grazie all’impegno di artisti e impresari legati alla tradizione partenopea. Ancora oggi rappresenta un presidio culturale importante per la città, con una programmazione che alterna classici della tradizione napoletana, nuove produzioni e spettacoli di qualità, mantenendo vivo lo spirito identitario del teatro cittadino.

L’incendio, al di là della cronaca, rappresenta una ferita profonda per Napoli e per tutta l’Italia: non solo per la perdita materiale, ma per il simbolo che il Sannazzaro incarnava.

Gli incendi che hanno coinvolto teatri italiani: da sx, il Petruzzelli di Bari (27 ottobre 1991), la Fenice di Venezia (29 gennaio 1996) e il Teatro Sannazaro di Napoli il 17 febbraio
Gli incendi che hanno coinvolto teatri italiani: da sx, il Petruzzelli di Bari (27 ottobre 1991), la Fenice di Venezia (29 gennaio 1996) e il Teatro Sannazaro di Napoli il 17 febbraio

Gli incendi che hanno coinvolto teatri italiani: da sinistra, il Petruzzelli di Bari (27 ottobre 1991), la Fenice di Venezia (29 gennaio 1996) e il Teatro Sannazaro di Napoli il 17 febbraio

(ANSA)

Già nelle ore successive al rogo, artisti e istituzioni hanno lanciato appelli di solidarietà. Il sindaco Gaetano Manfredi e il ministro della Cultura Alessandro Giuli hanno promesso il massimo impegno per la ricostruzione, mentre scrittori e attori come Maurizio de Giovanni e Gianfranco Gallo hanno espresso vicinanza a chi lavora al Sannazzaro e a tutta la comunità napoletana.