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I fondatori con la rivista Panda
Il 5 luglio 1966, nello studio di un notaio romano, un piccolo gruppo di pionieri guidato da Fulco Pratesi diede ufficialmente vita al WWF Italia. Sessant'anni dopo, quella che allora sembrava una sfida quasi impossibile è diventata una delle più importanti esperienze di tutela ambientale del nostro Paese. In questi sei decenni l'associazione ha contribuito a cambiare il rapporto degli italiani con la natura, promuovendo la salvaguardia della biodiversità, la nascita di aree protette e una crescente sensibilità verso la cura del creato.
All'epoca, come ricordava lo stesso Pratesi, la tutela dell'ambiente era ancora agli inizi: «Non esisteva, allora, neppure un articolo di legge col quale poter istituire un'area protetta per gli uccelli, la caccia era aperta fino al 30 aprile, si potevano uccidere, legalmente, lupi e gufi reali, aquile e lontre, fringuelli e pispole». Da quella intuizione nacque un movimento che oggi conta oltre cento Oasi WWF e più di 130 progetti di conservazione, diventando un punto di riferimento per la difesa degli ecosistemi italiani.


Una manifestazione degli anni Sessanta
Dalle prime Oasi a un simbolo mondiale
Fondato nel 1961 in Svizzera come World Wildlife Fund e divenuto nel 1986 World Wide Fund for Nature, il WWF ha progressivamente ampliato la propria missione dalla tutela delle specie minacciate alla salvaguardia dell'intero patrimonio naturale. In Italia il primo grande risultato arrivò già nel 1967 con la nascita dell'Oasi del Lago di Burano, ottenuta grazie all'acquisizione dei diritti di caccia dell'area quando l'associazione contava appena 800 soci. Anche il celebre panda, ispirato a Chi-Chi, il primo panda gigante arrivato allo zoo di Londra nel 1961, è diventato nel tempo molto più di un logo: rappresenta l'impegno globale per la conservazione della natura e la responsabilità dell'uomo nei confronti del pianeta.


Nel 1967 il WWF Italia, che aveva pochi mesi di vita e 800 soci, lanciò la temeraria sfida per l'acquisizione dei diritti di caccia del Lago di Burano. Un’operazione da 4 milioni di lire l'anno, una spesa fuori portata per le casse di allora, un salto nel buio. Nasce la prima oasi del WWF
Il riconoscimento delle istituzioni
L'importante anniversario è stato celebrato anche dalle istituzioni. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale una delegazione del WWF Italia guidata dal presidente Luciano Di Tizio. In quell'occasione gli è stata consegnata la prima copia del volume WWF. 60 anni per la natura, che ripercorre, attraverso testi e immagini, il cammino dell'associazione dalla sua fondazione fino a oggi.
A sottolineare il valore dell'impegno del WWF è arrivato anche il messaggio di Papa Leone XIV, che ha inviato la sua Benedizione Apostolica incoraggiando l'associazione «a proseguire l'opera solidale e di sensibilizzazione nella cura del creato», ricordando che «è solo attraverso un ritorno al cuore che può avvenire anche una vera e propria conversione ecologica». Il Pontefice ha quindi indicato la strada da seguire: «Occorre passare dal raccogliere dati al prendersi cura; da discorsi ambientalisti a una conversione ecologica che trasformi lo stile di vita personale e comunitario».


1968, l'avvio di iniziative per salvare specie minacciate come il cervo sardo e per tutelare zone umide
Il sostegno del mondo della cultura e dello spettacolo
Ai festeggiamenti per i sessant'anni si sono uniti anche numerosi volti del mondo della cultura, dello spettacolo e della divulgazione scientifica, che negli anni hanno affiancato il WWF nelle sue campagne. Da Luca Argentero a Licia Colò, da Alessandro Cecchi Paone a Telmo Pievani, passando per Fiorello, Lillo Petrolo, Eugenio in Via di Gioia, Mia Canestrini, Luca Ward e molti altri, decine di personalità hanno inviato un messaggio di auguri e di sostegno all'associazione. I loro contributi sono stati raccolti in un video celebrativo che racconta, attraverso testimonianze e ricordi, il legame costruito dal WWF con il mondo della cultura e dello spettacolo e rilancia l'impegno per le sfide ambientali dei prossimi decenni.
Un'eredità che guarda al futuro
La ricorrenza dei sessant'anni coincide con il primo anniversario senza Fulco Pratesi, scomparso nel 2025, ma la sua eredità continua a guidare il lavoro dell'associazione. Dalla difesa delle specie a rischio alla lotta contro la crisi climatica, dalla tutela delle foreste e dei mari all'educazione ambientale, il WWF Italia continua a perseguire la missione che ne ispirò la nascita: costruire un futuro in cui persone e natura possano vivere in armonia.





