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I nuovi poveri sono i giovani, senza prospettive per il futuro per il tasso di disoccupazione mai così alto per loro e derubati dei possibili sogni. Da anni con la Comunità Nuovi Orizzonti siamo impegnati nella prevenzione e nel recupero del disagio ad ampio raggio, per questo mi sono soffermato a riflettere sulle parole di un grande educatore che può aiutare tutti noi in un momento storico così difficile nelle relazioni tra genitori e figli e tra comunità educante e giovani.
Non basta che i giovani siano amati, devono anche sapere e sentire di essere amati. Questo è un concetto importante di don Bosco che vale per ogni ambito relazionale, soprattutto in ambito educativo. Come adulti, educatori, genitori, insegnanti, terapeuti, animatori… dobbiamo far sentire amato chi ci è affidato perché si crei la fiducia e la persona aiutata senta che si crede in lei toccando così quel “punto accessibile al bene” che è in ogni cuore, anche il più indurito. Oggi più che mai, serve una capacità educativa che si rinnovi, tornando all’essenziale, all’Abc, ai fondamentali. Abbiamo tante lauree, master e specializzazioni, ma troppo spesso i titoli e le tecniche non possono nulla se mancano le fondamenta indispensabili, anzi si possono pregiudicare tutti i possibili risultati.
Lo constato anche nella comunità Nuovi Orizzonti, fondata da Chiara Amirante, dove le vite delle persone cambiano se si vive questo illuminante pensiero di don Bosco: “Chi sa di essere amato ama e ottiene tutto”. Un santo sociale che aveva un quid in più nel campo educativo e che riassumerei in concetti che insegnava: essere felici e trasmettere allegria; pregare e coltivare rapporto con il trascendente; amorevolezza e amore concreto. Temi semplici e allo stesso tempo importanti e difficili da attuare, che però fanno la differenza nella nostra vita e in quella di chi incontriamo.




