E se Dio fosse uno di noi. Una canzone. Un dialogo con Dio… Tante sono le domande, nessuna per pura curiosità. Per chi è in ricerca, Dio è realmente una ‘questione’ aperta e poter avere qualche minuto da passare con lui, sarebbe un’ottima occasione per conoscerlo e tentare di rispondere ai tanti interrogativi che nascono dalla vita. E’ così che Eugenio Finardi si presenta la Festival Biblico (28 maggio), in dialogo con un cantautore più giovane, di un’altra generazione, il vicentino Luca Bassanese.
Finardi è un uomo che ama il suo lavoro, anzi la sua passione per la musica. In un intervista di qualche anno fa ebbe modo di dire proprio queste testuali parole: La musica per me è tutto. Io non sono un credente, per cui per me si potrebbe quasi dire che la musica è Dio. Sono nato in uno strumento musicale, mia madre era una cantante lirica, per me la musica è una cosa sacra, infatti quando la vedo maltrattata, bistrattata o male insegnata mi arrabbio anche molto. Tante collaborazioni importanti: artisti, amici con cui condividere esperienze e con cui sperimentare. Quasi tutti gli artisti alla mia età hanno l’aspirazione di diventare estremamente commerciali. Io ho scelto di uscire da questo gioco perché inseguire il successo è una cosa che, a livello personale, mi stressava tantissimo. Quindi, mi sono rimesso a studiare, mi sono rimesso ad ascoltare, ho fatto un disco di fado, O fado, un disco di musica trascendentale, cioè rivolto alla trascendenza e alla sensibilità al Divino, anche se da un’ottica non-credente, Il Silenzio e lo Spirito.
Parole sincere, queste. Ad ascoltarlo a Vicenza ci saranno giovani e meno giovani. Ognuno porterà i molti interrogativi… Possiamo immaginare che a tutti Finardi dirà di non cercare mai la via facile… Questa è un’epoca in cui ci sono tante lusinghe a fare della brutta arte, della non arte, della quasi arte; invece l’arte è una cosa sacra, seria, importante. Donare bellezza al mondo è meraviglioso, così come è importante non accettare il brutto. Bisogna ricominciare ad educarsi al bello…

Questione di educazione, appunto!