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maRCOSlavazza
Gli occhi lucidi, ma con sguardo fiero e soddisfatto di chi sa di aver messo un mattoncino importante nella costruzione di una vita più stabile e appagante, con cui le donne e gli uomini che aderiscono al progetto AslamBridge ci raccontano la loro storia lascia dentro ognuno di noi che abbiamo partecipato al loro incontro di ieri mattina una sensazione di speranza concreta, quella che nasce quando un sogno diventa un contratto.
Uomini come Jason, arrivati dall’altra parte del mondo, in cerca di una cosa sola: un’opportunità. Quest’ultima gli è stata data proprio da AslamBridge e loro hanno saputo sfruttarla al meglio per entrare nel mondo del lavoro.


Le storie di chi ha dovuto cambiare paese e vita per un futuro migliore toccano sempre la nostra anima, specialmente quelle di coloro che anche nonostante abbiano titoli di studio e lauree nel proprio paese di origine, qui nessuno dei loro sforzi precedenti viene riconosciuto. È il caso di Sauri, laureata in ingegneria nel suo Paese d’origine, ma che si è vista non riconoscere il titolo in Italia. Lei si è rimboccata le maniche ed ha deciso di scrivere nuove pagine della sua vita, professionale e no, grazie all’aiuto del progetto. Ora è stata assunta in un’azienda che progetta valvole, e il nuovo lavoro le piace molto.
Aslam è un ente di formazione professionale lombardo, attivo da trent’anni e presente con più sedi sparse in tutta la Lombardia. Il suo obiettivo? Preparare giovani e adulti ai mestieri più richiesti dalle imprese del territorio. Dalla meccanica all’elettrico, dalla logistica alla pelletteria. Bridge è il progetto più recente ed è stato pensato per i giovani tra i 18 e i 35 anni: offre un corso gratuito di circa 850 ore tra aule, laboratori e tirocinio in azienda. Promosso da Aslam e sostenuto dalla Fondazione Villum e grazie alla partnership di Regione Lombardia, in un solo anno gli studenti vengono accompagnati e istruiti fino all’esame regionale e alla qualifica professionale. In questo modo non solo vengono supportati i ragazzi che cercano di costruirsi una propria indipendenza ed una vita, ma è un tentativo di rispondere alla carenza di personale nelle aziende, stimata in decine di migliaia di addetti.
L’esame è un test reale dove si valuta non solo l’ambizione e la voglia di trovare un proprio posto nel mondo del lavoro, ma soprattutto si valuta la formazione vera e propria dei candidati, come spiegato dal presidente di commissione, Luca Berlato: «Non è un esame qualsiasi. I ragazzi si sono trovati davanti a una commissione composta da commissari interni ed esterni, presidenti, con totale imparzialità. Ho potuto trovare degli studenti preparati e soprattutto, come avete potuto sentire con le vostre orecchie, motivati. È una cosa che ultimamente ci sta mancando nelle nostre scuole: ritrovare quella motivazione, quella che io chiamo con i miei ragazzi tutti i giorni la fame di desiderare qualcosa di più».
Sul valore del progetto si è espresso anche il presidente di Aslam, Angelo Candiani: «Il progetto di sperimentazione quadriennale BRIDGE ha dimostrato già dal primo anno la sua straordinaria efficacia e la sua replicabilità su scala nazionale».
La nuova edizione del progetto prevede più corsi, rispondendo così ad una sempre più crescente domanda: si aggiungono corsi di termoidraulica, di impiantistica elettrica e di tessile. Alla Regione, rappresentata dall’assessore Simona Tironi, viene chiesto di finanziare altri tre anni di percorsi. Tironi ha dichiarato: «In Lombardia crediamo in una formazione che non lasci indietro nessuno e che sappia trasformare il fabbisogno di professionalità del nostro sistema produttivo in un’occasione di crescita per le persone e per l’intera comunità».





