Papa Leone non rinuncia agli impegni. E mentre la sala stampa vaticana fa sapere che il nodulo è stato trovato nel corso di esami di routine e non per accertamenti in seguito a qualche sintomo, Prevost continua a portare avanti asua agenda. Nella mattinata di lunedì 12 ottobre, dunque, a poche ore dall’annuncio del suo prossimo ricovero ha avuto una serie di fitte udienze. Prima monsignor Martin Krebs, Arcivescovo tit. di Taborenta, Nunzio Apostolico in Svizzera, nel Principato di Liechtenstein e nel Principato di Monaco; poi il cardinale Tarcisio Isao Kikuchi, S.V.D., Arcivescovo di Tōkyō (Giappone) e presidente di Caritas Internationalis con Alistair Dutton, Segretario Generale; monsignor Jorge Eduardo Lozano, Arcivescovo di San Juan de Cuyo (Argentina); monsignor Michael Francis Crotty, Arcivescovo tit. di Lindisfarna, Nunzio Apostolico in Nigeria e rappresentante Permanente della Santa Sede presso la Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale; monsignor Timothy Broglio, Arcivescovo Ordinario Militare per gli Stati Uniti d’America; monsignor Carlos Enrique Herrera Gutiérrez, O.F.M., Vescovo di Jinotega (Nicaragua) e presidente della Conferenza Episcopale del Nicaragua. Infine i soci del Circolo San Pietro.

In attesa del ricovero che avverrà domani mattina al policlinico Gemelli si sta predisponendo la stanza al decimo piano, il Vaticano III, come l’aveva definita Giovanni Paolo II, destinata ai Pontefici. L’operazione dovrebbe essere eseguita dall’equipe coordinata dal professor Stefano Margaritora, direttore dell'Unità operativa complessa di Chirurgia Toracica del Gemelli, una eccellenza nel mondo.

Nel corso del briefing sui lavori dell’Incontro promosso in Vaticano dal 7 al 14 ottobre in occasione del decimo anniversario dell'Esortazione Apostolica Amoris laetitia, padre Giacomo Costa ha annunciato che il Papa ha deciso di affidare la messa conclusiva del prossimo mercoledì al cardinale Tagle. Inoltre, contrariamente a quanto previsto in un primo momento, non sarà reso pubblico il resoconto finale perché il Papa, che non potrà partecipare alle ultime sessioni, ha chiesto di ascoltare prima le conclusioni per poter esprimere «una sua parola». Il resoconto gli sarà consegnato, dunque, dopo l’intervento chirurgico.