di Riccardo Liguori

Il 1° luglio 2026 è entrato in vigore l'aumento del 4,6% della bolletta elettrica per il trimestre luglio-settembre. L'aggiornamento tariffario, stabilito ufficialmente dall’ARERA (l'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), interessa circa tre milioni di famiglie considerate vulnerabili che usufruiscono del servizio di Maggior Tutela. Questa variazione incide sui bilanci domestici proprio in coincidenza con l'aumento dei consumi estivi legati alla climatizzazione.

Secondo i dati forniti dall'Autorità, l'incremento è dovuto principalmente alla crescita dei prezzi dell'energia sui mercati all'ingrosso. Su questa dinamica pesano sia il previsto incremento della domanda stagionale sia le persistenti incertezze internazionali che influenzano le quotazioni delle materie prime energetiche. Incide anche l'adeguamento degli oneri di sistema, mentre la riduzione delle quote fisse di commercializzazione attenua solo in parte il rincaro complessivo. Dal 1° luglio il prezzo di riferimento per il cliente tipo vulnerabile si attesta a 31,63 centesimi di euro per kilowattora, tasse e imposte incluse, ripartito tra approvvigionamento, commercializzazione, trasporto e gestione del contatore.

L'associazione Adiconsum specifica che il regime di Maggior Tutela, nonostante questo incremento, resta lo strumento più protetto rispetto alle insidie tariffarie del mercato libero. Questo avviene grazie alla presenza di tariffe vigilate dall'autorità pubblica e alla totale assenza di modifiche unilaterali o scadenze contrattuali ingannevoli. Per questa ragione, l'associazione ricorda che tutti i cittadini che attualmente si trovano nel mercato libero ma che possiedono i requisiti di legge per essere considerati vulnerabili hanno il pieno diritto di richiedere il rientro nel servizio di tutela statale.

Per limitare l'impatto della spesa, Adiconsum fornisce quattro precise indicazioni pratiche ai consumatori. In primo luogo, invita a verificare il possesso dei requisiti di vulnerabilità e l'accesso al bonus sociale, che si attiva in automatico tramite ISEE basso. Suggerisce poi di utilizzare il Portale Offerte dell'ARERA per confrontare i contratti. Sul piano domestico quotidiano, consiglia di eliminare i consumi in stand-by degli apparecchi, impiegare lampadine a LED e ottimizzare l'uso di lavatrici e climatizzatori nelle ore più economiche. Infine, propone di valutare l'installazione di impianti fotovoltaici domestici per autoprodurre energia e abbattere stabilmente i costi fissi.

Insieme alle tariffe per i vulnerabili, l'ARERA ha disposto un incremento di circa il 10% della componente Asos degli oneri di sistema. Questa voce della bolletta viene pagata da tutti i 30 milioni di clienti domestici italiani e dalle piccole imprese, indipendentemente dal fatto che si trovino nel mercato libero o in tutela. Il provvedimento comporta un costo complessivo stimato in un miliardo di euro all'anno ed è stato introdotto per ripristinare la liquidità della Cassa per i servizi energetici (Csea), ridotta a causa dei costi di gestione dei nuovi incentivi per le fonti rinnovabili.