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Difficile rimanere immuni dai tentativi di truffa. Difficile anche per chi fa la giornalista da decenni e ai pericoli delle false informazioni ha perfino dedicato un libro rivolto ai ragazzi. Eppure, malgrado lo stato di allerta massimo, la diffidenza verso numeri sconosciuti, le centinaia di mail false cestinate, accade che una congiuntura sfavorevole la distrazione di un attimo, un momento di vulnerabilità, la fretta, possano portare chiunque a cadere, come si suol dire, con i tutti i piedi e le scarpe, in una truffa fatta davvero ad arte, per cascarci, .


Sto parlando della truffa della tessera sanitaria che sta tenendo banco da mesi. L'allarme non era stato ancora lanciato quando ho ricevuto una mail molto ben fatta, con un mittente del tutto credibile, e l'informazione c he credevo potesse essere in possesso solo del SSN: la mia tessera sanitaria scaduta. La mail diceva che mi bastava cliccare su un link, inserire i miei dati e fare un bonifico di 5 euro. Una cifra piccola, benché anomala: non ricordavo di aver mai dovuto pagare per rinnovare la tessera. Ma, "piove, governo ladro", e ho pensato a un nuovo balzello per fare cassa.
Il fatto è che io ero davvero in possesso di una tessera scaduta, perché quella più recente mi era stata rubata, insieme a tutti i documenti, al portafoglio e al cellulare, dalla mia borsa lungo un tratto della metropolitana, fenomeno non certo infrequente a Milano. Per cui, dopo aver rifatto patente, carta d'identità, bancomat e carta di credito, per la tessera ho pensato di recuperarne una più vecchia, che però non era ancora scaduta perché anche quella era arrivata a compensare un altro furto di portafoglio. Solo che ora quella tessera di recupero era scaduta da un pezzo e temevo che in un centro medico mi avrebbero fatto storie. Ma rimandavo sempre (la digitalizzazione non ci ha reso immuni dalla pigrizia), quando è arrivata quella mail. Ecco, il Ministero in qualche modo lo sapeva e aveva la procedura pronta: click. Anche se con il balzello.Nessun sospetto.
La vita mi ha fagocitato con tutte le sue incombenze e affanni ed ero convinta che presto avrei trovato la nuova tessera sanitaria nella cassetta della posta. Ma la tessera non arrivava. È invece uscita la notizia che era in atto una truffa ai danni dei cittadini proprio sulla tessera sanitaria. Solo in quel momento ho realizzato tutta la mia superficialità. Avevo allentato il sistema di allerta interno ed ero caduta nel tranello.
Poco male per quei 5 euro trasferiti chissà dove nelle tasche dei signori della truffa, ma quante flagellazioni per la mia stupidità. Il senso di vergogna, così comune nelle persone che si ritrovano vittime di truffe, mi ha letteralmente paralizzato e ho continuato a girare con la vecchia tessera scaduta.


Fino a quando ho letto di un nuovo allarme del Ministero della Salute: le mail di phishing stanno continuando, un po' cambiate nella forma, ma sembra che continuino a mietere pesci che abboccano, come la sottoscritta.
E allora, come risvegliatami dal mio torpore, ho fatto la cosa più semplice del mondo: sono entrata nel portale del Ministero della Salute (si entra con SPID, CIE, le solite procedure), alla voce "Tessera sanitaria", ho spuntato la casella "Smarrimento e furto" e ne ho richiesto un duplicato. Semplice, rapido, gratuito.
Che perlomeno la mia disavventura serva da monito a me stessa e contribuisca a tenere in allerta quelli che leggeranno la mia testimonianza-confessione. Sbagliare, cadere nella rete dei truffatori, può accadere a chiunque, anche a rodati giornalisti. Quindi niente senso di colpa, ma... sensi desti. Ricordando che la tessera sanitaria è gratuita, arriva a casa automaticamente quando scade e, se smarrita o danneggiata, si può sempre richiederne un duplicato. E comunque, di fronte a un messaggio sospetto o insolito, la regola resta quella di sempre: non cliccare sul link, non inserire dati personali o di pagamento e cancellare subito la comunicazione.




