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Un distributore in autostrada
Sul caro carburanti divenuto sempre più gravoso per famiglie e imprese arriva una novità importante. Da oggi, lunedì 28 settembre, il prezzo massimo sulla rete Enilive è fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio. È il price cap, limite oltre il quale il prezzo alla pompa non può salire, introdotto da Eni per una durata iniziale di 30 giorni. La misura potrà essere prorogata fino alla fine dell'anno e arriva dopo la progressiva riduzione degli sconti sulle accise dei carburanti stabilita dal governo, che negli ultimi giorni ha fatto alzare di nuovo i prezzi di gasolio e benzina: gli sconti erano stati introdotti per cercare di attenuare le conseguenze della guerra in Medio Oriente.
Nelle stesse ore anche IP avvia il proprio intervento. A controllare Italiana Petroli è oggi SOCAR, la compagnia petrolifera statale dell’Azerbaigian, che l’8 maggio ha perfezionato l’acquisizione del 99,82% di IP da API Holding. La società azera ha annunciato domenica 27 settembre un meccanismo di contenimento dei prezzi sulla rete IP, applicato progressivamente. A differenza di Eni, non è stato ancora indicato un valore numerico del tetto. SOCAR ha spiegato che il prezzo sarà fissato tenendo conto delle esigenze della filiera.


Un distributore Eni in via Colombo a Napoli, con il tetto ai prezzi del carburate fissato dalla compagnia, avvisa i cliienti di aver esaurito la benzina, 28 settembre 2026
(ANSA)Quanto cambia il pieno
Secondo Adusbef, associazione che tutela i consumatori nei servizi bancari, finanziari, assicurativi e postali, il confronto con i listini medi comunicati dal Mimit il 27 settembre mostra una differenza di 16,9 centesimi al litro per la benzina e di 18,7 centesimi per il gasolio.
Su un rifornimento di 50 litri, l’associazione stima un risparmio medio di 8,45 euro per la benzina e 9,35 euro per il diesel. Il risparmio effettivo dipende, però, dal prezzo che il singolo distributore praticava prima del tetto. La differenza può aumentare nelle aree dove i prezzi sono più alti della media nazionale. Adusbef indica, per esempio, circa 11,90 euro di risparmio su un pieno di gasolio a Bolzano, dove il prezzo considerato era di 2,428 euro al litro. Per il diesel seguono Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia. Per la benzina, dopo Bolzano (circa 10,50 euro), Friuli Venezia Giulia e Calabria arrivano a circa 9,60 euro.
Va considerato anche il cambiamento sulle accise, a cui Eni collega il proprio tetto. Dal 26 settembre al 5 ottobre è in vigore il nuovo aggiornamento dello sconto solo sul diesel: la riduzione è passata da 12,2 a 6,1 centesimi di euro al litro, Iva inclusa. Dal 5 ottobre il governo prevede il passaggio alle accise mobili.


Un distributore Eni in via Colombo a Napoli, con il tetto ai prezzi del carburate fissato dalla compagnia
(ANSA)Quanti distributori sono coinvolti
La rete Eni ed Enilive conta circa 4.000 punti vendita. Secondo l’agenzia Adnkronos, con i circa 4.500 impianti IP potenzialmente interessati dall’iniziativa della società azera, il numero complessivo arriva a circa 8.500 distributori, pari a quasi il 39% dei circa 22 mila presenti in Italia.
Per IP l’applicazione procede per fasi. Il gruppo ha spiegato che il meccanismo partirà dalla rete a marchio IP e che saranno studiate le modalità per estenderlo alle stazioni Esso e agli altri operatori che acquistano carburante da IP e lo distribuiscono con i propri marchi.
Resta fuori almeno una parte consistente della rete indipendente. È proprio su questo punto che si concentra la preoccupazione di Assopetroli-Assoenergia, che rappresenta 12 mila distributori indipendenti, circa metà delle stazioni di servizio italiane. Il segretario generale Sebastiano Gallitelli ha parlato di possibili “effetti di stortura” per la filiera, spiegando che gli operatori indipendenti possono avere costi di acquisto più elevati e rischiare di vendere in perdita se non riescono a replicare i prezzi di Eni.
Il tema ora è capire quanto il meccanismo riuscirà a estendersi oltre le reti coinvolte. Vincenzo Nettis, presidente di Confesercenti Torino e Faib, ha osservato: «Se lo fa una sola società, non riusciamo a dare una ventata di respiro economico a tutti». Per chi deve fare rifornimento, quindi, resta essenziale controllare il marchio del distributore e il prezzo esposto prima di fermarsi: il tetto Eni riguarda la rete Enilive, mentre per IP il nuovo meccanismo viene introdotto progressivamente e il valore massimo non è ancora stato, ufficialmente, comunicato.



