Mancano ormai poche lune al grande esodo di agosto. E alcune domande sorgono spontanee: quanti giorni farai di vacanza? E con chi li farai? Con la famiglia? Con gli amici? L’unica cosa certa, ovunque andiamo e con chiunque partiamo, è che quei giorni li passeremo con noi stessi e che, fra tutte le cose che ci porteremo in valigia o nello zaino, quella più importante siamo ancora noi. Recandoci in montagna o al mare, abbiamo il privilegio di riscoprire ampi spazi di riflessione o se preferite di ozio creativo. E qui può avvenire un piccolo miracolo. La contemplazione della bellezza, unita alla riflessione su noi stessi, è precisamente ciò che la vacanza ci dà occasione di compiere, liberi dalla routine quotidiana e da ogni altra pressione.
Prepariamoci dunque nel migliore dei modi ai meritati giorni di riposo grazie anche a un bel testo: Il piccolo libro dello spirito in vacanza. 21 esercizi per 21 giorni di ricreazione interiore di Natale Benazzi (Edizioni San Paolo, 112 pagg., 10 euro). Un volumetto prezioso e divertente che ci aiuta a dare un senso alla vacanza che va al di là del riposo o del divertimento sfrenato. Un tempo in cui ritemprare il corpo e il cuore; ma questo “ridare tempra” ha bisogno non solo di camminate e nuotate a mente libera; ha bisogno anche di una ri-creazione interiore, ci ricorda l’autore. E quindi, qualunque sarà il luogo dove andremo, la nostra interiorità sarà sempre con noi: coltiviamola, innaffiamola, facciamola crescere, aiutiamone lo sviluppo. Scopriremo che, se camminiamo insieme al nostro spirito, anche il corpo si sentirà più sicuro. Dobbiamo partire con noi stessi: non solo con il nostro corpo, ma con il nostro cuore e la nostra mente, affinché tutto il nostro essere possa ritrovare l’armonia. Ma abbiamo bisogno di un aiuto prezioso: la Bibbia. Troppo pesante? È un libro che parla un linguaggio che va al di là delle fedi; è ricca di una saggezza secolare. È una miniera inesauribile di sapere, può utilizzarla chiunque, anche se non si ha il dono della fede. Non farà male, provare per credere.



