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Un'Europa dalla doppia faccia e dalla doppia morale. E così, mentre ci si commuove per l'ennesima strage di migranti e per quei dieci bambini annegati nelle acque del mar Egeo insieme con otto adulti, la "civilissima" Danimarca discute di come "derubare" i fortunati che, scampati a guerra, fame, deserto e onde, sono riusciti ad arrivare nei nostri Paesi. La proposta del governo di "espropriare" i migranti dei loro beni come "obolo" in cambio dell'asilo ricorda molto da vicino la spoliazione nazista di oro e beni preziosi durante la seconda guerra mondiale. Il premier Lars Lokke Rasmussen, al governo con l'appoggio del partito popolare anti-immigrazione, ha definito "scorretta" l'immagine del provvedimento data dai media internazionale e il ministro dell'integrazione Inger Stoejberg, che ha presentato il provvedimento che dovrebbe essere approvato il prossimo mese, ha dichiarato che non capisce "perché i media internazionali debbano infangare un'idea che prevede che i migranti paghino per beneficiare dei nostri centri di raccolta". Esclusi dalla confisca le fedi nuziali e i telefonini.
Intanto l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha reso noto che, dall'inizio dell'anno, la cifra dei morti lungo la rotta del Mediterraneo orientale si avvicina a 600.




