La giustizia brasiliana, ad un’anno dall’omicidio della giovane politica Marielle Franco (38 anni) e del suo autista, Anderson Gomes (39i) ha arrestato i presunti sicari che hanno sparato i 13 colpi di arma da fuoco contro la macchina nella quale viaggiavano Marielle, Anderson e una terza persona, l’unica superstite dell’agguato avvenuto a Rio di Janeiro, in Brasile, il 14 marzo del 2018. Gli accusati dell’ omicidio sono Ronnie Lessa e Elcio Vieira de Queiroz, entrambi appartenenti alla polizia militare brasiliana. Ma per la maggior parte della popolazione del Paese, il duplice omicidio era stato commissionato da possibili personalità politiche e per questo, ad oggi, resta ancora comunque irrisolto. Amnesty International aveva voluto una inchiesta indipendente, proprio per far luce sull’omicidio di Marielle, personaggio scomodo alla politica dell’allora presidente Temer, in quanto attivista per i diritti umani, oltre che consigliere comunale a Rio de Janeiro per il partito di opposizione Psol (partito Socialista Libertario).

Per molti brasiliani,i due militari accusati dell’assassinio di Marielle e Anderson, (Lessa abbita nello stesso condominio dell’attuale presidente Jair Bolsonaro) hanno in realtà commesso un crimine su commissione e perciò restano ancora senza risposta le due domande fondamentali:“chi sono I mandanti dell’uccisoine di Marielle e perchè?” Marielle Franco incarnava in sè i volti delle minoranze del Brasile,proprio quelle maggiormente colpite dalla politica del presidente Michel Temer, prima, e di quello attuale, Jair Bolsonaro, insediatosi al governo del paese lo scorso Gennaio. La giovane politica e attivista per i diritti umani in Brasile era tutto ciò che il governo brasiliano, dopo l’impeachment di Dilma Russef, volesse disprezzare: era una donna, nera, di origine molto povera che, tuttavia, era riuscita a laurearsi ed arrivare ad una carica politica importante, abitante di una bidonville (favela de Maré),tra le più povere di Rio di Janeiro, oltre che bissessuale e attivista sociale e politica nella difesa dei diritti delle minoranze brasiliane e degli ultimi del paese. Aveva più volte denunciato i soprusi dei militari nei quartieri poveri della città di Rio di Janeiro ed era una spada di Damocle per la liberalizzazione dell’uso indiscriminato della forza da parte della polizia e dei militari all’interno delle biddonville.

In un recente discorso ai militari della Marina brasiliana, il nuovo presidente del Brasile Jair Bolsonare ha voluto evidenziare che “la democrazia e la libertà del paese dipendono soltanto dalla volontà dei militari”. L’affermazione di Bolsonaro ha suscitato pesanti critiche dei politici all’ opposizione e aumentato la paura della popolazione civile che non ha ancora dimenticato il periodo tragico,lungo e crudele della dittatura militare nel paese. “All’interno dell’attuale governo, circa 100 militari occupano cariche politiche importanti e posizioni strategiche in vari settori del paese e la loro presenza massiccia ci preoccupa molto”, dice Luiz Arcanjo, filosofo e poeta di Bahia. “Bolsonaro è soltanto un prestanome. Nel Brasile di oggi, sono i militari che governano il Paese. Marielle è stata uccisa da militari, per ordine di altri, ben più importanti e potenti di quei due killer”, conclude Arcanjo. Marielle lottava contro la criminallizazione dei poveri".(foto in alto: Reuters)