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Amatrice ha perso la sua corona di stelle. Le ha spente il terremoto in un baleno di pochi secondi. Sono 71 le frazioni di Amatrice, luci che brillavano nella notte e baluginavano tra le foglie degli alberi. Dalla balconata dell’hotel Roma le potevi ammirare e contare a perdita d’occhio. Ora nessuna è più accesa. Così come è sparita la balconata e l’hotel Roma. Dalla via Salaria prima di arrivare a Amatrice si infila la strada che le mette in fila una per una. Il sole tramonta sui monti della Laga, il cielo si tinge di rosso. Ma è l’ora degli spettri adesso che il buio avanza. Le macerie di notte fanno più paura. Erano minuscoli borghi vecchi di secoli, contrappunto di vita nella campagna, uno stazzo, un fienile, una stalla. E le case attorno e le chiese piccole e amate. Il viaggio nella notte tra le stelle spente di Amatrice mette angoscia. A Saletta l’anagrafe dice 12 abitanti. Ha avuto 22 morti. D’inverno anche i pochi abitanti lasciano le frazioni e vanno ad abitare in paese.
Sono quasi tutti anziani i residenti di qui. Ma il 23 agosto le frazioni erano tutte piene di gente. Qui ci sono le seconde case, qui si torna per l’estate e soprattutto si torna per la sagra dell’amatriciana, l’ultima settimana d’agosto. L’auto fila tra la polvere e le macerie. Nella notte la polvere alle luci dei fari assomiglia di più alla nebbia padana. Sommati aveva una bella piazzetta, pietra arenaria chiara, palazzi antichi pietra su pietra. Sono tutti riversati sulla strada. C’è un palazzetto bianco, architettura ottocentesca. E’ rimasta la facciata e dietro tutto è crollato nel giardino fino al bordo della piscina. La strada è stretta. Attraversare San Lorenzo mette paura. Si va zig zag tra cumuli di macerie e mura penzolanti. Basta una piccola scossa perché venga giù tutto. Poi Cossito, Collato, San Tomasso, un rosario di dolore che si sgrana curva dopo curva. Stanno praticamente sopra la faglia e per loro non c’è stato scampo. I vigili del fuoco con grande difficoltà sono riusciti ad arrivare fin qui con i mezzi pesanti, le ruspe e le gru. Rimuoveranno le macerie. Le stelle di Amatrice torneranno mai a brillare di nuovo?
Sono quasi tutti anziani i residenti di qui. Ma il 23 agosto le frazioni erano tutte piene di gente. Qui ci sono le seconde case, qui si torna per l’estate e soprattutto si torna per la sagra dell’amatriciana, l’ultima settimana d’agosto. L’auto fila tra la polvere e le macerie. Nella notte la polvere alle luci dei fari assomiglia di più alla nebbia padana. Sommati aveva una bella piazzetta, pietra arenaria chiara, palazzi antichi pietra su pietra. Sono tutti riversati sulla strada. C’è un palazzetto bianco, architettura ottocentesca. E’ rimasta la facciata e dietro tutto è crollato nel giardino fino al bordo della piscina. La strada è stretta. Attraversare San Lorenzo mette paura. Si va zig zag tra cumuli di macerie e mura penzolanti. Basta una piccola scossa perché venga giù tutto. Poi Cossito, Collato, San Tomasso, un rosario di dolore che si sgrana curva dopo curva. Stanno praticamente sopra la faglia e per loro non c’è stato scampo. I vigili del fuoco con grande difficoltà sono riusciti ad arrivare fin qui con i mezzi pesanti, le ruspe e le gru. Rimuoveranno le macerie. Le stelle di Amatrice torneranno mai a brillare di nuovo?




