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Al Meeting di Rimini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, ha lanciato un messaggio chiaro sulla drammatica situazione in Terra Santa, dove il conflitto tra Hamas e Israele continua senza sosta. «Non si può parlare di pace in questo momento» ha dichiarato il cardinale, intervenendo ai microfoni dei media vaticani.
La necessità di un cessate il fuoco. Pizzaballa ha evidenziato l'urgenza di fermare le operazioni militari per avviare un processo di guarigione e ricostruire la fiducia tra le parti. «La strada c’è» ha affermato, ma ha lamentato la mancanza di volontà politica e religiosa a livello istituzionale per percorrerla. Di fronte a questa crisi di leadership, ha sottolineato l'importanza dell'impegno delle comunità locali.
La speranza e la realtà. Il cardinale ha parlato anche del significato della speranza, specificando che non deve essere confusa con l'aspettativa di una rapida fine del conflitto. La speranza, ha spiegato, è un atteggiamento interiore che permette di vedere oltre le difficoltà attuali. In questo contesto, ha elogiato il lavoro della Chiesa locale, che a Gaza e in Cisgiordania continua a sostenere la piccola comunità cristiana attraverso la distribuzione di viveri e altri aiuti essenziali.
La pace come cultura. Secondo Pizzaballa, la pace non è solo un obiettivo politico, ma una cultura che deve essere coltivata a tutti i livelli: dall'educazione ai media. «In un mondo globalizzato, nessuno è un'isola» ha detto, sottolineando che tutti possono contribuire alla costruzione della pace.
Negoziati in un Momento Decisivo. Nel suo intervento sul palco del Meeting, il cardinale ha ricordato i suoi 35 anni di vita in Terra Santa, parlando della sua esperienza nel dialogo interreligioso. Ha descritto i negoziati in corso come «l'ultimo treno» per evitare una degenerazione del conflitto, esprimendo preoccupazione per il linguaggio di rifiuto che pervade i media. Ha invitato tutti a pregare contro «gli atteggiamenti di odio, sfiducia e disprezzo profondo».
Un appello al dialogo di comunità. Infine, Pizzaballa ha riconosciuto le difficoltà attuali nel dialogo interreligioso, definendo questo periodo uno spartiacque. Ha esortato a promuovere un dialogo che parta dalle comunità e non solo dalle élite, affidando ai leader religiosi la responsabilità di creare comunità aperte e inclusive.





