Sono quattro le vittime della sparatoria al Tribunale di Milano: il giudice fallimentare Fernando Ciampi, l’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, una terza persona trovata morta «senza apparenti segni di traumi», forse colpito da infarto, e Giorgio Erba, 60 anni, zio del presunto killer e coimputato nel processo. Due i feriti: Davide Limoncelli, 40 anni e due figli piccoli, in condizioni gravissime al Policlinico, entrambi imputati, come il killer Claudio Giardiello.
Il giudice con fama d'intransigente
Il giudice Fernando Ciampi, della sezione fallimentare, è stato ucciso nella sua stanza al secondo piano del Palazzo di Giustizia di Milano. A sparare è stato Claudio Giardiello, imputato per bancarotta. Fernando Ciampi, dopo l'uscita di scena dell'ex presidente Bartolomeo Quatraro (oggi a Novara), nel 2009 era stato chiamato a guidare la sezione ad interim. Lo aveva poi sostituito come presidente Filippo Lamanna. Ciampi aveva fama di intransigente. La sezione fallimentare del tribunale di Milano è la più importante d'Italia. Nella sua carriera, Ciampi si è occupato soprattutto di diritto societario e fallimentare, a proposito dei quali ha scritto anche numerosi testi. La sua azione negli ultimi anni si concentrava soprattutto nel campo dei brevetti, dei marchi, della concorrenza sleale e del diritto d’autore.
L'avvocato Appiani che aveva rimesso il mandato
L’avvocato Lorenzo Alberto Claris Appiani, 37 anni, era il legale dell’assalitore. In base alle prime ricostruzioni, ha rimesso il mandato e il suo assistito gli ha sparato.