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Nata a Bologna 85 anni fa, Mara Maionchi è una produttrice discografica e un’opinionista, ha lavorato con alcuni dei più grandi artisti della musica italiana. È diventata popolare come giudice di X Factor, Italia’s Got Talent, Amici di Maria De Filippi, solo per citare i più noti. Sposata da ben 50 anni con Alberto Salerno, paroliere e produttore discografico, ha due figlie, Giulia e Camilla, e tre nipoti.


È la signora severa ma affettuosa della Tv. Ironica, spontanea e senza filtri, è travolgente e carica come una pila. E, anche quando critica, il suo è sempre il rimbrotto di una mamma che sprona a dare di più. Presenza fissa e “rumorosa” delle trasmissioni più seguite del piccolo schermo, Mara Maionchi ha raccontato pubblicamente di aver avuto un tumore al seno diversi anni fa. Nel suo stile molto diretto, ha più volte descritto quel periodo senza retorica, ammettendo che la malattia le ha fatto capire l’importanza della prevenzione e dei controlli regolari, contribuendo così a sensibilizzare sul tema della prevenzione oncologica femminile. E, oggi, confida: «Prego tutti i giorni, dico un rosario ogni sera, mi è molto di conforto». Parole non scontate e non banali, pronunciate da una delle personalità più riconoscibili dello spettacolo. Merito del suo modo di essere – genuina, onesta, a volte ruvida – e del suo modo di parlare, con la tipica cadenza milanese e le r marcate, la voce bassa, roca, graffiata. Parla con sicurezza, gesticola, domina la scena. È una vera esplosione di risate e buonumore.
Mara, lei ha ammesso che il suo rapporto con Dio è, in qualche modo, “un filo opportunista”. C’è stato un momento preciso della sua vita in cui si è accorta di cercarlo solo quando aveva bisogno?
«Il rapporto con Dio mi dà forza e comprensione: adagiarmi in questo conforto forse è opportunistico, ma spero che a Dio non importi il motivo per cui credi, quanto invece se pratichi il tuo credere con coerenza. Quindi, diciamo che nei momenti difficili ho chiesto di più, ma ho cercato di ricordarmelo anche nei momenti fortunati e felici».
Nel suo ultimo libro racconta di sua madre, dal carattere molto forte. Con una educazione un po’ rigida, come ha trovato la fede? E qual è ancora oggi la sua preghiera “del cuore”?
«“Molto forte” riferito a mia madre è un eufemismo, la chiamavamo “la Sanguinaria” (ride, ndr.): mia madre era una che si difendeva, faceva solo quello che voleva, e devo dire che alla fine è stata di esempio in questo suo modo di essere, perché ci ha insegnato l’indipendenza e l’autosufficienza. L’avvicinamento alla religione, per me, è stato naturale, e andava al di là di frequentare la parrocchia, sentivo proprio l’esigenza della preghiera. La mia preferita è il Padre Nostro».
Lei è famosa anche per il suo modo di parlare senza filtri. C’è una Mara che davanti a Dio si “controlla” di più, o si arrabbia anche con Lui?
«(Ride, ndr.) No, non mi arrabbio con Dio, figuriamoci! Di rado, ormai, mi arrabbio anche con le persone, sono molto più rilassata e ho imparato che non è necessario scaldarsi. Delle parolacce, poi, mi pento sempre quando mi riascolto...».


La sua è stata una carriera incredibile, piena di intuizioni giuste. Ma quando le cose le sono andate bene, ha mai pensato: “Qui c’entra anche Qualcuno lassù”, oppure è sempre stato tutto merito del suo istinto?
«L’ho spesso chiamata fortuna e devo dire che ne ho avuta molta. Di sicuro, Qualcuno mi ha guardata da lassù, e Chi mi ha amato ha continuato a guardarmi facendomi arrivare pronta ad alcuni appuntamenti con il destino».
Nel suo libro propone di allenare la memoria per non “perdere colpi”. Se dovesse applicare questa idea alla fede, come la allena?
«Con il rosario da un punto di vista di momento di esercizio dello spirito, di raccolta dei pensieri, ma sicuramente soprattutto dando a chi ha bisogno. Basta poco, dare è importante e fa bene a chi riceve ma soprattutto a chi dà».




