Nelle iscrizioni alle superiori in testa alle preferenze i licei, con i loro diversi indirizzi, che quest'anno vengono scelti dal 57,1% dei neoiscritti (l'anno scorso erano stati il 56,6%). Aumentano ancora le iscrizioni agli Istituti tecnici, che salgono al 30,9%, rispetto al 30,7% dello scorso anno.

Il Classico viene scelto dal 5,8% (un anno fa era al 6,2%). Il 26,1% opta per gli scientifici (26% un anno fa). In questo ambito, lo Scientifico tradizionale raccoglie il 14,1% delle preferenze (rispetto al 14% del 2022/2023). Il Linguistico sale dal 7,4% al 7,7%. Cresce il Liceo delle Scienze Umane, dal 10,3% all'11,2%. L'Artistico passa dal 5,5% al 4,9%. I Licei ad indirizzo Europeo ed Internazionale raccolgono lo 0,4% (0,5% un anno fa), i Musicali e Coreutici passano dallo 0,7% allo 0,9%. Le iscrizioni ai Tecnici salgono dal 30,7% al 30,9%. %. e il Settore Economico cresce, dal 10,3% del 2022/2023 all'11,5%.

«Il trend dura ormai da parecchi anni. Da quando con la riforma Gelmini è stato ampliato il ventaglio delle possibilità di scelta con la parolina magica "liceo". Parola che nobilità qualsiasi percorso di studi superiori e tranquillizza i genitori di quegli studenti più fragili che un volta venivano indirizzati  verso gli istituti tecnici e professionali» spiega Paola Spotorno, curatrice della rubruca Pianeta scuola.

«Il liceo classico resta un indirizzo di studi complesso infatti qui gli iscritti calano e non perchè il greco o il latino non vadano più di moda o non aiutino a trovare un lavoro anzi, stimolano la logica e la capacità di risolvere problemi, ma perché queste materie di indirizzo impongono agli studenti  uno studio costante e  rigoroso. Il liceo scientifico invece vede un boom di iscritti perchè sul nucleo fondantee delle materie scientifiche ha saputo diversificare la suo offerta: scientifico tecnologico, sportivo delle scienze applicate dove non si studia il latino e risulta così più attraente per ragazzi, prevalentemente maschi, che magari credono di passare così meno tempo sui libri» continua la docente.

«Ma anche i licei delle scienze umane» ricorda la prof, «soprattutto dell'indirizzo economico, hanno visto negli ultimi anni crescere le richieste. Sono la scelta ideale per avere una infarinatura umanistica di taglio scociologico, psicologico e pedagogico, senza latino e con una matematica abbordabile». La  cosa positiva, infine, è che i Tecnici vedano una lenta risalita: «Sono scuole solide e chi le scieglie lo fa con la consapevolezza di avere una formazione tecnica (aziendale, finanza, marketimg, informatica relazioni internazionale...) che sarà utile sia per entrare direttamente nel mondo del lavoro ma molto spendibile per iscriversi agli ISTF o all'Università».