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Un bambino al parco giochi, "deserto" durante l'estate. IStockPhoto
Per un numero crescente di bambini e ragazzi in Italia, il periodo estivo rischia di trasformarsi nel riflesso di una profonda disuguaglianza sociale. Viaggiare, scoprire nuovi luoghi, stringere amicizie e vivere esperienze formative lontano da casa non costituiscono infatti solo una parentesi di svago, ma rappresentano vere e proprie occasioni di crescita personale e culturale. Opportunità che, tuttavia, continuano a rimanere precluse a una fetta consistente della popolazione minorile.


Secondo quanto emerso dall’ultimo report dell’Osservatorio #Conibambini, nel 2025 il 33,2% delle famiglie con un figlio minorenne non ha potuto permettersi neppure una settimana di ferie lontano da casa per ragioni economiche. E il dato peggiora all’aumentare del numero di componenti del nucleo familiare: la percentuale sale infatti al 53,3% tra le famiglie con tre o più figli.
Rispetto all'anno precedente, il trend mostra un chiaro peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie italiane: +1,5% l'aumento di rinunce tra i nuclei con due figli; +5,1% tra quelli con un solo figlio; +8,9% di aumento per le famiglie con tre o più minori a carico. «Questa situazione – dicono da Con i Bambini – genera una forte disparità nelle occasioni di apprendimento rispetto ai coetanei che possono fare questo tipo di esperienze. Si attiva così un meccanismo intimamente connesso con quello della povertà educativa».
I rischi di questo divario vanno ben oltre la semplice rinuncia a un castello di sabbia in spiaggia o a una passeggiata in montagna. Un minore a cui viene negata la possibilità di trascorrere tempo fuori dal contesto quotidiano vede spesso limitati diritti fondamentali come il diritto al gioco, al tempo libero e all'apprendimento non formale.






