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Dire, fare, amare. E, contestualmente, anche promuovere una cultura relazionale, rendendo ogni persona consapevole di chi è, cosa desidera e insegnando come comportarsi al meglio con le persone vicine, i coetanei o il partner. È questo l’obiettivo della seconda edizione di “Dire, fare, amare”, il progetto di sensibilizzazione legato alla necessità che l’educazione alle relazioni diventi materia scolastica obbligatoria in Italia.
L’iniziativa — che rientra nell’ambito di “Close the Gap”, la campagna per l’inclusione e la parità di genere, istituita da Coop con un progetto pilota a Padova in collaborazione, dal settembre 2025, con la Fondazione Giulia Cecchettin — è stata presentata il 26 febbraio al Teatro Parenti di Milano.
La riflessione di Enrico Galiano
A prendere la scena è stato soprattutto Enrico Galiano, scrittore e insegnante, noto anche per aver creato la web-serie Cose da prof (che ha superato i 20 milioni di visualizzazioni su Facebook) e per aver dato il via al movimento dei “poeteppisti”, flashmob di studenti che riempiono le città di poesie.
Durante l'evento, Galiano ha riflettuto insieme ad alcuni studenti su come comprendere le dinamiche più sotterranee del linguaggio utilizzato quando si parla di casi di violenza e femminicidi. «Spesso chi fa i titoli di queste notizie, senza accorgersene, usa dei complementi di causa che sembrano far intendere come la vittima abbia di fatto una parte di colpa. E non si evidenzia l'incapacità dell'omicida di accettare un rifiuto o di riuscire a domare la gelosia». Ma per il professore il linguaggio è un tallone d'Achille per molte persone: «Il problema, più che la violenza in sé, è la violenza delle parole che utilizziamo con leggerezza. Le parole cattive sono come spore fungine. Se l'aria è buona non crescono mai».


L’impegno di Coop e la campagna Close the Gap
Far diventare l’educazione alle relazioni una materia scolastica affidata a specialisti competenti e certificati è l’obiettivo primario di Coop, che tramite un proprio sondaggio ha certificato come il 70% del campione di genitori ascoltati sarebbe favorevole all’ipotesi. Ma in Italia le ultime disposizioni ministeriali sembrano allontanare la fattibilità della proposta piuttosto che favorirla. Coop, già un anno fa, ha aggiunto la sua voce a quella di altre realtà, avviando una campagna di sensibilizzazione che ora prosegue, mettendo a disposizione la possibilità di raggiungere migliaia di persone attraverso i suoi punti vendita. Dopo Milano si proseguirà a Firenze (21 marzo), Modena (27 marzo), Genova (17 aprile) e successivamente a Roma.
«Close the Gap nasce con l'obiettivo di cambiare consuetudini sbagliate. Inclusione e parità di genere sono le parole chiave per modificare modelli specifici. Manteniamo con coerenza l’impegno che ci aveva caratterizzato un anno fa nel voler sostenere e amplificare il tema dell’educazione alle relazioni proprio come strumento irrinunciabile di maggiore consapevolezza e prevenzione della violenza. Anche perché, benché il dibattito sia stato vivace e continuo, non si vedono risultati tangibili. Nel farlo, quest’anno ancor più mettiamo a disposizione quella che è la nostra vera forza, ovvero i territori», spiega Maura Latini, presidente di Coop Italia. «Ringrazio le cooperative che ospiteranno la riflessione pubblica di Enrico Galiano. Se vogliamo, una formazione in un luogo inedito che potrà generare attenzione sul tema. Inoltre, i risultati della survey dell’anno scorso indicano le competenze come indispensabili quando ci si chiede chi, in una formazione scolastica continuativa, dovrebbe svolgere un ruolo centrale».


Un percorso verso la parità
Sulla stessa linea Milco Traversa, direttore Politiche del Lavoro e Welfare Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori): «Il cambiamento avviene con interventi concreti e costanti. Tutto il lavoro svolto con “Close the Gap” da sei anni a oggi ha portato a una crescita di consapevolezza interna importante e anche all’individuazione di ambiti di miglioramento continuo, sia interni sia esterni. Credo che la volontà espressa dalle cooperative di proseguire con questa attenzione a combattere le disparità di genere sia fondamentale e lo dimostra, in ultima istanza, anche l’adesione da parte di tutto il movimento alla proposta di formazione presentata dalla Fondazione Giulia Cecchettin. Ed è proprio questa adesione collettiva (non occasionale o episodica ma continuativa) a fare la differenza. Gli eventi pubblici danno la possibilità alle persone di raccontare aspetti personali e di riflettere insieme su come cambiare».
L’azienda intanto porta avanti anche il proprio sostegno all’iter parlamentare della proposta di legge di iniziativa popolare per una psicologia pubblica gratuita nelle comunità (e quindi anche nelle scuole): finora sono state raccolte, anche grazie ai soci e consumatori Coop, 72.000 firme.
Tutte queste iniziative costituiscono il più ampio cammino di Coop verso la reale uguaglianza di genere sociale ed economica all’interno del sistema delle cooperative di consumatori. Qui le donne rappresentano il 71% dei dipendenti e il 46% dei ruoli direttivi (oltre a una presenza femminile del 49,7% nei CdA). Numeri destinati a crescere e a portare avanti, allo stesso tempo, l’ampio movimento antiviolenza.





