Durante l’intervallo lo fermano nei corridoi per parlargli di musica. «Prof, ieri ho fatto un mix pazzesco!». Oppure: «Sa che per Natale mi hanno regalato una consolle?». Luca Piazza sorride mentre lo racconta. Insegna Tedesco all’Istituto Iqbal Masih, scuola media di Malnate, in provincia di Varese. Nel tempo libero, però, fa il DJ (il suo nome d’arte, rigorosamente in tedesco, è Herr LucaPlatz DJ).

Dallo scorso novembre, ogni martedì pomeriggio, un’aula dell’istituto scolastico si trasforma in un piccolo laboratorio musicale. Al posto dei quaderni ci sono mixer, cuffie e basi da sincronizzare. Sono ventiquattro gli studenti che partecipano a quello che viene considerato il primo corso per dj ospitato all’interno di una scuola pubblica italiana.

LA FORZA DELLA PASSIONE

L’idea è nata proprio da Piazza. «Io ho frequentato personalmente un corso con Master Max, che è il dj professionista che oggi tiene le lezioni ai ragazzi», racconta. «A un certo punto mi è venuto naturale pensare: perché non portare questa esperienza dentro la scuola?». La proposta è stata accolta subito con entusiasmo. Anche perché, racconta divertito l’insegnante, il dirigente scolastico aveva a sua volta un passato da dj. «Quando ha saputo del progetto ha voluto assolutamente approvarlo».

Così, quasi per gioco, la consolle è entrata davvero tra i banchi. Il corso si svolge in orario extrascolastico e terminerà alla fine di maggio. Poi, l’8 giugno, ultimo giorno di scuola, arriverà il momento più atteso: un vero dj set finale nel cortile dell’istituto, durante il quale tutti i ragazzi potranno esibirsi davanti ai compagni e alle famiglie.

MOLTO PIÙ DI UN LABORATORIO

«Il nostro obiettivo è sicuramente insegnare a mixare e far conoscere il mondo del dj», spiega, «ma anche far nascere una nuova passione». Dietro il progetto, però, c’è qualcosa di più profondo di un semplice laboratorio creativo. «In questa scuola organizziamo tantissime attività extra per i ragazzi perché l’idea è quella di dare loro qualcosa da fare, toglierli dalla strada», racconta. Malnate, spiega l’insegnante, è una realtà complessa, con «situazioni particolari» e un’utenza scolastica delicata. Per questo l’istituto negli anni ha scelto di investire molto in percorsi alternativi e laboratori innovativi.

Luca Piazza (in arte Herr LucaPlatz DJ) e Master Max DJ.

UNA SCUOLA CHE SPERIMENTA

La scuola, infatti, propone diversi indirizzi e attività specifiche: c’è il percorso musicale con orchestra e strumento, quello linguistico con ore aggiuntive dedicate alle lingue straniere, e persino un indirizzo tecnologico dove gli studenti imparano a pilotare i droni. Dentro questo mosaico di esperienze è entrata anche la musica elettronica. «Molti pensano che la discoteca sia per forza qualcosa di negativo», dice Piazza. «Noi invece vogliamo anche trasmettere l’idea che possa essere un luogo dove divertirsi in modo responsabile». E usa volutamente un termine forte: «Non è necessariamente un ambiente mefistofelico». Secondo il professore, infatti, il corso permette ai ragazzi di avvicinarsi a quel mondo con consapevolezza, trasformando la musica in uno spazio di aggregazione e non soltanto di consumo passivo.

«I ragazzi hanno stretto nuove amicizie», racconta. E aggiunge: «C’è persino chi si è messo in gioco come vocalist per la festa finale». Alcuni studenti hanno iniziato a imparare i nomi d’arte dei compagni, altri provano a improvvisare animazioni da palco, qualcuno si esercita a casa ogni giorno… L’entusiasmo, del resto, è stato immediato. «I ragazzi sono super gasati», ripete più volte durante la conversazione. E l’entusiasmo ha coinvolto anche le famiglie. «I genitori sono contentissimi quando vedono i figli appassionarsi a qualcosa di diverso».

Alcuni studenti hanno chiesto una consolle come regalo di Natale o compleanno. Altri fermano il professore durante le pause per raccontargli gli esperimenti fatti a casa. «Quando mi dicono “Prof, ieri ho provato questo mix” oppure mi fanno sentire le cose che preparano, allora capisco che la lezione ha funzionato davvero».

UN HOBBY DA MASCHI?

Nel laboratorio partecipano studenti di classi diverse, non soltanto gli alunni a cui Piazza insegna tedesco. E se la maggior parte degli iscritti sono maschi, qualche segnale di cambiamento inizia già a vedersi. Su ventiquattro partecipanti, le ragazze sono soltanto quattro. «Molte pensano ancora che fare il dj sia un mondo da uomini», osserva il professore. «Ma non è assolutamente così». Per dimostrarlo cita alcuni esempi di dj donne molto giovani già presenti sulla scena internazionale. E qualcosa sembra muoversi anche tra le sue studentesse. «Diverse ragazze mi hanno già chiesto se il prossimo anno rifaremo il corso. Mi hanno detto: “Questa volta ci iscriviamo anche noi”».

Piazza, però, ci tiene a chiarire che il centro del progetto non è la tecnica. Certo, durante le lezioni i ragazzi imparano davvero a usare una consolle, a sincronizzare i pezzi e a costruire un mix. Ma il punto, per lui, è soprattutto un altro. «La musica può essere un mezzo di integrazione e cultura», dice. «Serve ad aggregare». Per questo lui stesso, pur lasciando la parte tecnica a Master Max DJ, continua a partecipare alle lezioni come supporto. A volte mostra ai ragazzi qualche suo mix personale, altre volte li aiuta a capire meglio il funzionamento della consolle. Ma soprattutto osserva le loro reazioni: «Quando vedo che continuano a parlarne anche fuori dal corso, quando li vedo felici, allora capisco che sta succedendo qualcosa di importante».

MUSICA CHE UNISCE

L’esperienza di Malnate, intanto, sta iniziando a uscire anche dai confini della scuola. Il 7 giugno Luca Piazza parteciperà al Festival “Seminare Idee” di Prato, dove terrà un workshop gratuito dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni. Il titolo scelto è già un piccolo manifesto: “Metti le mani sulla musica”. E racconta: «Farò vedere come funziona una consolle e poi lascerò provare i ragazzi direttamente. Il djing è un mondo che molti conoscono ancora poco. Invece è bello poterlo toccare con mano».