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In Italia la ricchezza c’è ed è in aumento, ma se ne accorge una minima parte dei cittadini. Secondo il rapporto dell’Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl, oggi il 5% delle famiglie più abbienti possiede oltre la metà della ricchezza netta nazionale, mentre al 50% della popolazione meno ricca del Paese resta appena il 7,3%.
Secondo il rapporto buona parte della crescita della ricchezza è dovuta a operazioni finanziarie, strumenti detenuti quasi esclusivamente dalle famiglie più facoltose. Anche dal punto di vista immobiliare i dati confermano lo sbilancio sociale: il 10% delle famiglie più ricche possiede il 60% del patrimonio complessivo.


Le cose non cambiano se passiamo dai patrimoni ai redditi, dove le anomalie del nostro Paese emergono con sconcertante evidenza. Secondo un rapporto di Itinerari previdenziali, nel 2025 hanno versato almeno un euro di Irpef circa 34 milioni di italiani. I restanti 25 milioni circa – il 42% degli italiani – non dichiarano alcun reddito. Chi dichiara dai 35 mila euro lordi in su (il 19% dei contribuenti) paga il 65% di tutta l’Irpef. Per ogni contribuente che paga l’imposta ce ne sono circa due che non versano nulla.





