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«Hai meritato il paradiso e non tutti se lo possono permettere. Anche se ti hanno fatto un male atroce tu sei viva alla faccia di tutte quelle persone che ti hanno massacrata». Con queste parole Alessandra Verni ha salutato al funerale la figlia, Pamela Mastropietro, la diciottenne romana uccisa a Macerata e ritrovata in pezzi in due valigie. «Questo, amore, non è un addio. Un giorno ci rincontreremo e sarà per sempre. Ti amo Pamy», ha aggiunto la madre.
Si è svolta in una chiesa gremita, nella parrocchia di Ognissanti in via Appia Nuova, la cerimonia dell’ultimo addio a Pamela, presenti la sindaca di Roma Virginia Raggi e il primo cittadino di Macerata Romano Carancini, oltre a diversi esponenti politici. In entrambe le città è stato proclamato il lutto cittadino. Per la ragazza una bara bianca, coperta da un grosso cuscino di rose rosse dei genitori, una sua foto sorridente e un palloncino a forma di cuore rosa con scritto "Ciao Pamela".


All'esterno della chiesa alcune amiche hanno esposto uno striscione rosa con su scritto "Infinitamente... manchi, ma ci sei!". Tra le numerose corone di fiori presenti in chiesa, quella della nonna Giovanna e dei professori. Anche quella di Luca Traini, l'uomo che per “vendicare” la ragazza sparò all'impazzata a Macerata contro alcuni migranti qualche giorno dopo il ritrovamento del corpo di Pamela. Alle esequie ja partecipato anche l'ambasciatore della Nigeria, Yusuf J. Hinnah, accompagnato da una delegazione guidata dal presidente della comunità nigeriana in Italia, Prince Samuel Chima Ibezim: «Condanniamo questi atti», ha detto l’ambasciatore. «Proviamo un dolore atroce per quanto accaduto». Per l’omicidio è in carcere il nigeriano Innocent Oshegale.
«Lotteremo fino in fondo affinché questa ragazza di 18 anni, questa bambina uccisa con delle coltellate, fatta a pezzi e messa in due trolley trovi giustizia», ha detto lo zio di Pamela Mastropietro e legale della famiglia, Marco Valerio Verni, davanti la chiesa. «Lo faremo per lei, per la sua famiglia e per tutto il mondo civile perché questa è la battaglia di tutto il mondo civile contro quello della barbarie».
Il parroco don Francesco Mazzitelli si è rivolto durante l’omelia anche ai tanti giovani presenti: «Non lasciatevi rubate la speranza sul vostro futuro», ha detto. «Il signore è con voi, vi accompagna». Il sacerdote ha ricordato che la ragazza era nel primo gruppo che portò alla Cresima quando diventò parroco della chiesa sull'Appia Nuova. «Pamela è tornata a casa e ora vogliamo stringerla con un forte abbraccio spirituale per farle sentire tutto il nostro. Con umiltà chiediamo perdono di tutte le nostre mancanze».




