Sono una vostra storica abbonata e vi chiedo cortesemente di restare anonima. Non sono solita scrivere ai giornali, ma la vicenda del piccolo Domenico mi ha profondamente toccato per diversi motivi che vedo di elencare. Da mamma e nonna credo che accettare la perdita di un figlio sia sempre difficilissimo.

E ancora di più se la perdita riguarda un cucciolo di famiglia. Parlerò di madre ma credo che davvero tutta la famiglia sia trascinata in questa storia: genitori, nonni, zii, fratelli sorelle, cugini. Mi si riempiono gli occhi di lacrime al solo pensiero. Delle due madri legate a questa vicenda drammatica una non è mai stata citata ed è la madre del donatore. Questa donna ha perso suo figlio due volte almeno: la prima quando il suo piccolo è volato in cielo, la seconda quando il suo cuore (il centro della vita a livello simbolico) è stato reso inutilizzabile. Terribile...

Quante volte ho pregato per questa sconosciuta. Troppo clamore mediatico, troppo diritto di cronaca, quando, invece, silenzio e rispetto sarebbero stati, a parere mio, il velo pietoso indispensabile. Ho avuto per giorni, nelle orecchie e negli occhi, video e testo della canzone di Lewis Capaldi " Someone you loved". Ecco lì la donazione del cuore era umanamente cioè che incrociava due destini e due vite. E la ricevente aveva ottenuto una nuova vita. E chi stava accanto al donatore restava rasserenato.

Abbiamo tutti bisogno di aiuto per superare queste due morti intrecciate. Ho sentito che la mamma di Domenico vorrebbe fondare un’associazione. Sarebbe molto bello, a parer mio, che si fondasse una associazione congiunta tra donatori e riceventi. Chissà... Mi piacerebbe giungesse alle due madri ( e allo loro famiglie intere) la mia riconoscenza per la loro dignità nella sofferenza e un caldo abbraccio. Anche se virtuale.