Festeggia in questi giorni gli ottant’anni La Nostra Famiglia, ma per dinamismo ed efficienza non li dimostra: tante sono le attività, l'impegno e il coinvolgimento di volontari ed operatori che ogni giorno mettono a disposizione le loro competenze professionali affinché si concretizzi uno dei punti fondamentali della nostra Costituzione: “Rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Era il 28 maggio del 1946 e La Nostra Famiglia, ispirata ai dettami del suo fondatore, apriva le porte della prima casa a Vedano Olona per accogliere, su richiesta dell'Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, i primi bambini: «L'Italia stava vivendo un momento di rinascita morale e civile, in cui assumevano un significato concreto parole come libertà, uguaglianza, giustizia sociale», spiega la Presidente Luisa Minoli, «mentre le donne e gli uomini coinvolti nella Costituente anteponevano il bene comune come interesse supremo il Fondatore dell'Associazione Beato Luigi Monza proponeva la carità pratica dei primi cristiani come modello di un vivere comune che non fosse solo evangelico ma che facesse il bene delle persone. La Nostra Famiglia dava forma concreta a quei principi con la presa in carico globale di bambini e ragazzi per i quali non esisteva alcuna tutela».

Analogamente al contributo offerto dalla presenza femminile nei lavori dell'Assemblea Costituente, determinante fu il coinvolgimento delle donne nell'apertura di quella struttura per accogliere, con preparazione e metodo, i primi bambini da accompagnare alla riabilitazione: ancora oggi su 2.345 operatori 1.828 sono donne.

L'evoluzione e la crescita dell'Associazione è stata segnata da fasi ed eventi fondamentali come il riconoscimento del primo Centro extraospedaliero di riabilitazione convenzionato con lo Stato Italiano che nel 1954 venne dato alla sede di Ponte Lambro. Nei decenni le domande di accesso alla struttura aumentavano tanto che si rendeva necessario aprire nuove sedi regionali in Liguria, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Veneto e Campania, contestualmente il ruolo acquisito dall'Associazione richiedeva ulteriori servizi, competenze, ricerche e sperimentazioni per rispondere alle diverse tipologie di disabilità rispetto a quelle iniziali.

È stato evidenziato, infatti, come sia fondamentale intervenire dalla nascita accompagnando il bambino sino all’adolescenza, dando una formazione di ampio spettro con Servizi di supporto per l'inserimento lavorativo, sino al “dopo di noi” quando, raggiunta l'età adulta, viene a mancare la presenza dei genitori. Un lavoro per il quale sono complementari posizioni e figure specifiche adatte ad analizzare situazioni cliniche complesse con una visione multidisciplinare, che interfaccia le alterazioni genetiche in gioco con le neuro-immagini e le alterazioni che si riscontrano sul piano anatomico.

Non è stato un caso che nel 1983 è stata costituita la Sezione Scientifica intitolata al professor Eugenio Medea, psichiatra e neuropatologo, che nel 1985 ebbe il riconoscimento da parte dei Ministeri competenti di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico. Oggi il lavoro vede la collaborazione attiva fra i centri di ricerca, le associazioni di pazienti e le famiglie – queste ultime sono fondamentali – per avere un quadro globale anche del contesto nel quale vive il bambino, portando avanti un piano di continua interazione dinamica tra patrimonio genetico ed influenze ambientali, con un agenda di attività parallela fra la scuola, lo sport e il tempo libero.

«La Nostra Famiglia è un punto di riferimento per il territorio soprattutto per la cura e la riabilitazione dei bambini e delle persone con disabilità o malattie rare», ha spiegato Alessandra Locatelli, Ministro per le disabilità, «l'importante lavoro di sinergia e di rete intrecciato con le istituzioni, il territorio, il mondo delle associazioni e del Terzo settore, ha consentito di ampliare e diffondere la conoscenza di percorsi anche innovativi e di accogliere e sostenere migliaia di bambini e ragazzi con le loro famiglie».

Oggi le sedi de La Nostra Famiglia sono 28 in tutta Italia, coinvolgono 2.394 operatori, 417 volontari e 376 studenti universitari mentre 167 sono i progetti di ricerca scientifica i cui risultati sono stati oggetto di 141 pubblicazioni su riviste specializzate. Al centro della presa in carico globale del bambino vi è la sua individualità, da comprendere e amare, assieme a quel che sarà il suo progetto di vita da realizzare e rispettare, certi che ognuno è diverso ma la pazienza e il supporto richiesti sono uguali per tutti i genitori.