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Il nuovo vescovo di Locri-Gerace Cesare Di Pietro
È monsignor Cesare Di Pietro, che arriva da Messina, il nuovo vescovo della diocesi di Locri-Gerace. È questa la scelta del Papa, resa nota alle 12 di sabato, che ha affidato la guida pastorale della diocesi calabrese a una figura già profondamente radicata nell’esperienza pastorale, accademica e amministrativa della Chiesa siciliana. Mons. Di Pietro succede a Mons. Francesco Oliva, che ha guidato la diocesi calabrese dal 5 maggio 2014 e che ha compiuto 75 anni lo scorso gennaio, raggiungendo dunque il limite d'età previsto dal Codice di Diritto Canonico per la presentazione della rinuncia all'ufficio pastorale
Nato a Messina il 12 marzo 1964, Di Pietro ha alle spalle un percorso formativo articolato e significativo. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita presso l’Università di Messina, ha intrapreso il cammino ecclesiastico dedicandosi agli studi teologici e storici, fino a conseguire il dottorato in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.
Un profilo, il suo, che unisce competenze giuridiche e sensibilità storico-ecclesiale, elementi che hanno segnato profondamente il suo servizio pastorale.
L’ordinazione e il servizio episcopale a Messina
Di Pietro è stato ordinato sacerdote il 25 ottobre 1997. Nel maggio del 2018 Papa Francesco lo ha nominato vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.
L’ordinazione episcopale è stata celebrata il 2 luglio 2018. Da allora, Mons. Di Pietro ha assunto diversi incarichi pastorali, formativi e amministrativi, diventando uno dei più stretti collaboratori dell’arcivescovo messinese.
Tra le responsabilità attualmente ricoperte figura anche quella di Vicario Generale, oltre all’attività accademica come docente di Storia della Chiesa, ambito nel quale continua a formare nuove generazioni di sacerdoti e laici impegnati.
Un profilo di equilibrio e dialogo
La possibile destinazione alla diocesi di Locri-Gerace viene interpretata come la scelta di un pastore capace di coniugare rigore organizzativo e attenzione pastorale. Il suo profilo è infatti descritto come equilibrato, preparato e particolarmente sensibile ai temi della formazione, della vicinanza alle comunità e della presenza della Chiesa nel tessuto sociale.
In territori complessi e ricchi di sfide sociali come quelli della Calabria, la figura di un vescovo con esperienza di governo ecclesiale e conoscenza delle dinamiche pastorali può rappresentare un elemento decisivo per il cammino delle comunità locali.



