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La lettera indirizzata alla Presidente del consiglio Giorgia Meloni da Tiziana, dieci anni, alunna di quinta elementare, residente a Filicudi, nelle Eolie che per frequentare le scuole medie dovrà lasciare l'isoletta
Leggendo le prime pagine de L'isola di Arturo di Elsa Morante, si viene immediatamente catapultati nell’isola di Procida: si sentono i sapori della macchia mediterranea, la luce riempie gli occhi, così come l’azzurro del cielo e del mare.
Allo stesso modo, leggendo oggi la lettera di Tiziana, la ragazzina di Filicudi che ha scritto alla premier Giorgia Meloni, chiedendole una soluzione per non dover lasciare la sua isola e la sua casa per andare a studiare fuori, essendo l’unica alunna della scuola media, non ho potuto fare altro che darle ragione: tanta bellezza è difficile da lasciare. Ma non è soltanto la bellezza dei luoghi a trattenere Tiziana. C’è qualcosa di più profondo: l’amore per la propria terra, per le proprie origini e per gli affetti.
È del tutto evidente che sarebbe insensato creare una scuola media soltanto per lei, investendo risorse e personale in modo economicamente improduttivo. Tuttavia, questa vicenda deve farci riflettere sullo spopolamento del Sud e delle aree rurali, dove i mancati investimenti o, meglio, gli investimenti mai fatti , hanno generato il fenomeno sempre più preoccupante della desertificazione umana.


Oggi, in un momento storico in cui la tecnologia offre molte possibilità di lavorare da casa e in cui il Covid ha insegnato che anche la didattica a distanza è possibile, forse si potrebbe pensare a una soluzione per Tiziana e per tutte le ragazze e i ragazzi costretti a viaggi interminabili per andare a scuola, fino al punto di obbligare intere famiglie a trasferirsi. Dal punto di vista pedagogico, so bene che esistono forti obiezioni: la scuola è classe, socialità, incontro e, con la DAD, tutto questo verrebbe inevitabilmente depotenziato.
Tuttavia, se analizziamo la situazione di Filicudi, vediamo che una scuola primaria esiste già e fa parte dell’istituto omnicomprensivo di Lipari. Andando a sbirciare sul sito del Ministero, molto ben fatto, ho scoperto che l’intero comprensivo delle Isole Eolie ha 49 insegnanti, che a Filicudi c’è una pluriclasse con cinque bambini e che la scuola è dotata di strumenti tecnologici che permettono comodamente la connessione da remoto. Dunque ci sono bambini, insegnanti, una comunità educativa già presente e strumenti informatici adeguati.
Perché allora non pensare di farle intraprendere la scuola media proprio lì, in quel contesto? In fondo Tiziana ha solo dieci anni: con il supporto di un adulto,un educatore, ad esempio,potrebbe seguire la didattica a distanza; inoltre si potrebbero organizzare momenti di raccordo con la scuola media di Lipari.
Insomma, credo che, volendo, qualche soluzione non rigida e non soltanto amministrativa si potrebbe trovare, per garantire il legittimo diritto allo studio e all’istruzione di Tiziana. E chissà che da un piccolo esperimento non possano nascere nuove soluzioni, capaci di evitare, in futuro, che tanti ragazzi siano costretti a lasciare la propria casa



