L’abbazia delle larghe intese. Il premier Enrico Letta ha mantenuto le promesse: ha portato i suoi ministri nel complesso medievale di Spineto, un resort a cinque stelle adagiato sui colli senesi, per fare “team building”, come spiegano i manager americani, o “spogliatoio” come si dice a proposito delle squadre di calcio non affiatate.  Un giorno in abbazia (si paga alla romana) per riflettere su come reperire i miliardi per l’abolizione dell’Imu prima casa, il congelamento dell’Iva, il finanziamento della cassa integrazione straordinaria, la nuova legge elettorale e via riformando.

E già il dibattito è aperto: non bastava Palazzo Chigi? Per quale motivo chiudersi in un ex convento a cinque stelle? Ne gioverà l’immagine esterna, in un Paese che ha tre milioni di disoccupati? Ha senso farsi ritrarre come in un sacro agape dei cavalieri della tavola rotonda? E qual è il senso “tecnico” della gita fuori porta imposta dal premier Enrico Letta alla sua compagine di Governo? La location, rispondono gli organizzatori (pare che l’idea sia stata suggerita a Letta dalla Merkel) dovrebbe portare all’affiatamento, dopo i fatti delle ultime settimane, tra la compagine di un leader di maggioranza che scende in campo contro la magistratura e quella di un nuovo segretario dell’altro pezzo di maggioranza che lo attacca senza mezzi termini. 

Basterà l’ex abbazia medievale di Spineto, in quel di Sartena, adagiata tra i colli senesi, a fare il miracolo? I ministri, giunti a bordo di due pullmini ci rimarranno 48 ore. In questo silenzio spirituale vallombrosiano cercheranno di eliminare le tensioni del weekend. Un rito peraltro non certo innovativo che ha già dei precedenti, come quello di Gargonza del Governo Prodi  (e che non portò fortuna a quella variegata maggioranza). Pare che il menù sia a chilometro zero, ovvero composto da prodotti della zona. Olio di frantoio, finocchiona, pane toscano, Chianti. Farà la sua parte anche un’azienda agricola dell’abbazia, con un importante allevamento di cinta senese, il tipico suino degli dei rappresentato anche in un celebre affresco, quello del buon governo di Ambrogio Lorenzetti, nel Palazzo Comunale di Siena (ma non c’è tempo per una gita in piazza del Campo).  Quarantott’ore nella quiete mistica dei colli senesi per cercare un’intesa che già comincia a vacillare, per mettere da parte i sabati contro i magistrati e le risse di partito. Servirà?