I l nido apre tutti i giorni alle 7.30 e chiude alle 18.30, i genitori possono usufruire del servizio prolungato anche una tantum e i bambini sono seguiti con cura e professionalità. Il tutto gratis, dodici mesi l’anno. Non è un sogno, è tutto vero. Infatti a Bedonia (Parma) le mamme sorridono, sono sempre in festa non solo il 10 maggio: «Essere mamme è già di per sé bellissimo, ma quando i servizi ti vengono incontro lo è infinitamente di più». A fare del piccolo Comune dell’Alta Val di Taro il paese delle mamme è il progetto Infanzia 365, un modello educativo integrato che l’amministrazione ha costruito a sostegno delle famiglie, prevedendo – appunto – l’apertura continuativa dei servizi, l’azzeramento dei costi – al netto dei pasti e grazie al contributo Inps – e una solida coerenza pedagogica fra nido e scuola dell’infanzia.

«Qui forse c’è poco, ma abbiamo tutto quello che serve per i bambini», racconta Jessica Caraboni, mamma di un bimbo di tre anni e di un altro in arrivo. Originaria di un Comune vicino, Jessica e il compagno hanno scelto di vivere a Bedonia proprio per il contesto favorevole. «Il nido mi dà tranquillità ed è un grande appoggio, come anche il sapere che per mio figlio non sono l’unica adulta di riferimento: in paese tutti danno un occhio ai bimbi di tutti». Sulla stessa scia Eleonora, originaria di Roma e approdata a Bedonia per lo stesso motivo: «Con le famiglie lontane, il nido sempre aperto è vitale. Non è solo una questione di orari, sento il valore aggiunto di farmi accompagnare da educatrici competenti».

I vissuti delle mamme e i dati statistici danno ragione al sindaco, Gianpaolo Serpagli, 44 anni, ideatore di Infanzia 365: «Dall’avvio del progetto nel 2019 le iscrizioni al nido sono più che triplicate. Scontando un alto pendolarismo per lavoro, sapevamo che senza un servizio adeguato le famiglie se ne sarebbero andate, così abbiamo scelto di intervenire in maniera strutturale». L’investimento – 382.350 euro il costo annuale del servizio, di cui 151.552 euro a carico del Comune (a fronte di contributi statali e regionali pari a 147.244 euro e di rette per 83.554 euro), a cui spettano anche i 30 mila euro delle utenze – sta dando, insomma, i suoi frutti. A gestire il servizio è la cooperativa Proges di Parma, che propone anche incontri formativi e di confronto: una manna per le mamme. Perché se tutte riconoscono nei figli un dono preziosissimo, tutte concordano anche nel riconoscere quanto la maternità sia una fase di vita delicata, un po’ per l’impegno dell’accudimento, un po’ per i cambiamenti emotivi ed esistenziali che ogni donna attraversa. «Da mamma dico che un sostegno è indispensabile. Seguire i piccoli nei loro progressi quotidiani è un’emozione unica, ma la maternità è fatta anche di stanchezze», conferma Jessica. «La società vuole mamme perfette, capaci contemporaneamente di educare, lavorare e curare la casa, ma la realtà è diversa, diffido da quante raccontano sia tutto rose e fiori». Gli equilibri personali e di coppia «sono da ricostruire», aggiunge Eleonora; «per fortuna in paese mi sento considerata come persona, c’è una comunità che non mi fa sentire sola».

Quando il figlio le corre incontro, Francesca sorride che pare le si spalanchi il cuore. «Lavoro come impiegata a Parma, a 80 chilometri di distanza da casa, tre volte la settimana prendo corriera e treno. Poter lasciare il bimbo alle educatrici alle 7.30 mi permette di arrivare in sede per tempo. Nella routine e nelle emergenze, il nido è indispensabile». Un vissuto simile lo ha anche Martina, che abita in un paese limitrofo ma per il figlio ha scelto il nido di Bedonia: «Lavoro in negozio e il mio compagno fa i turni, pur potendo contare sull’aiuto di un nonno e una zia, abbiamo “sposato” Infanzia 365 e sentiamo di aver fatto bene». Elisa, docente alla primaria, annuisce mentre si accarezza il pancione: è in attesa del secondo figlio che – ça va sans dire – come il fratello frequenterà il nido Bellentani di Bedonia. «Con i bimbi capita di sentirsi in difetto. Per me, ad esempio, accettare di dover integrare l’allattamento al seno con l’artificiale è stata dura. A furia di occuparsi degli altri si rischia di perdersi, bisogna preservare del tempo per sé. La seconda gravidanza? Ti senti pronta quando stai bene, e i servizi fanno certamente la differenza».

I bisogni delle mamme sono simili ovunque. Oltre al condividere le gioie e le sfide della genitorialità con il partner, per affrontare la maternità serenamente serve una rete di relazioni e aiuti. Viceversa, solitudine, frustrazione, senso di inadeguatezza e depressione possono essere dietro l’angolo. Oltre al nido, a Bedonia ad accompagnare le mamme sono anche la presenza di due pediatri di libera scelta, il consultorio territoriale in un Comune vicino e un’attenzione generale al mondo dell’infanzia. Perfino l’estate, la stagione più difficile per le famiglie a causa della chiusura generale dei servizi, a Bedonia è family friendly. Il Comune organizza il centro estivo gratuito per i bambini e ragazzi fino alla scuola secondaria: un servizio aperto anche ai villeggianti (per loro, a pagamento), mentre fra gli eventi pubblici non mancano letture e laboratori per i piccoli.

Qui le mamme sono felici perché non sono sole, quindi, non perché sia tutto facile o naturale. «Essere mamma non è l’unica realizzazione per una donna ma è un’esperienza di amore unica», aggiunge Jessica Lezoli, logopedista. «Una mamma “ha vinto” quando il figlio sta bene ed è sereno, non quando si trasforma in una eroina». Via l’idea irrealistica di poter fare tutto, e tutto da sole, via la sindrome della mamma perfetta: si festeggia solo quando la maternità è un gioco di squadra. Torna alla mente il proverbio africano: “Per crescere un bambino serve un villaggio”. Bedonia dimostra che un Comune, per quanto piccolo, può fare cose grandi quando decide di mettere le famiglie al centro. «Ora l’obiettivo è allargare il progetto alla fascia 6-11 anni», chiude il sindaco. Da paese delle mamme a paradiso delle mamme, insomma.