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Le "Idi di Marzo" sono una data carica di significato storico e culturale che evoca l'assassinio di uno dei più grandi personaggi della Roma antica, Giulio Cesare. Questo evento, avvenuto nel 44 a.C., non solo segnò profondamente la storia di Roma, ma anche l'immaginario collettivo, diventando un simbolo di tradimento e ambizione politica.
Origini del Nome
Le "Idi" erano parte del calendario romano e rappresentavano le fasi lunari corrispondenti alla luna piena o al plenilunio. Marzo era un mese particolarmente importante nell'antica Roma, poiché segnava l'inizio della primavera e l'apertura della stagione delle campagne militari. Le "Idi di Marzo" indicavano il 15 marzo nel calendario romano e ricadevano proprio nel mezzo del mese. Il termine "Idi" deriva dal latino "Idus", che a sua volta ha radici nell'antico etrusco. I romani lo usavano per indicare la metà del mese.
L'assassinio di Giulio Cesare
Il 15 marzo del 44 a.C., Giulio Cesare, già eletto dal Senato dittatore di Roma, fu assassinato nei pressi del Teatro di Pompeo, durante le celebrazioni dei "Ludi Megalenses" in onore della dea Cibele. L'evento segnò la fine della Repubblica Romana e l'inizio dell'Impero, accelerando la successione al potere da parte di Ottaviano Augusto, Marco Antonio e Marco Emilio Lepido, il cosiddetto secondo triumvirato.
Il complotto contro Cesare coinvolse numerosi senatori romani, tra cui Marco Giunio Bruto, Cassio Longino e altri, al grido di “sic semper tyrannui” (così sempre contro i tiranni, la stessa espressione che usò l'assassino di Abramo Lincoln il 15 aprile 1865). Cicerone - acerrimo avversario di Cesare- non ne fu coinvolto direttamente ma approvò con entusiasmo l’assassinio e difese i cesaricidi (in una lettera scrive: "ahimé, perché non ho partecipato a questo banchetto di sangue?”). Il movente principale era il timore che il potere di Cesare diventasse troppo dispotico e che trasformasse la repubblica in una monarchia. L'assassinio, tuttavia, non portò alla restaurazione della Repubblica, ma scatenò una serie di guerre civili che alla fine videro l'allora diciannovenne Ottaviano emergere come il primo imperatore di Roma.
Il luogo dell'Assassinio: Teatro di Pompeo
Un gruppo di ricercatori spagnoli ha scoperto nella zona archeologica di Torre Argentina, dove sorgeva la Curia di Pompeo, una lastra di cemento che Ottaviano Augusto volle per tramandare ai posteri la sua condanna dell’assassinio del padre putativo. La scoperta conferma le notizie giunte dalle fonti classiche. Migliaia di romani e turisti passano di lì ogni giorno, prendono l’autobus e il tram tutti i giorni a poca distanza dal posto esatto (la fermata della linea 8) in cui Giulio Cesare è stato pugnalato 2056 anni fa. Oppure ci passano per andare a teatro, dato che il Teatro Argentina è molto vicino.
Il Teatro di Pompeo, costruito dal generale e politico romano Pompeo Magno nel 55 a.C., era uno dei più grandi teatri di Roma. Situato nella zona del Campo Marzio, fu inaugurato nel 52 a.C. e poteva ospitare fino a 27.000 spettatori. È stato costruito principalmente per scopi politici, per aumentare il prestigio di Pompeo e per offrire spettacoli grandiosi alla popolazione romana.
Il Mito delle Idi di Marzo
L'assassinio di Cesare e il suo retaggio hanno ispirato numerose opere d'arte, letterarie e teatrali. Il più celebre tra questi è senza dubbio il dramma "Giulio Cesare" di William Shakespeare, dove il personaggio di Cesare è avvisato del suo destino imminente con le parole "Beware the Ides of March" ("Guardati dalle Idi di Marzo"). Le "Idi di Marzo" sono diventate una frase simbolica che evoca l'idea di tradimento e destino inevitabile. Anche se il suo significato originale è legato all'assassinio di Cesare, nel corso dei secoli ha assunto una connotazione più generale di avvertimento contro il tradimento e la rovina imminente.
(in copertina: Vincenzo Camuccini, "La morte di Cesare")




