Lavora a spron battuto papa Leone. A due settimane dalla sua elezione ha già messo in chiaro, più volte, l’orizzonte del suo Pontificato. La pace, innanzitutto, per cui farà «ogni sforzo» e poi quell’amore di Dio da portare a ogni creatura. Lo aveva già specificato nell’incontro con i rappresentanti delle Chiese cristiane e delle altre religioni. Lo ha ribadito, poi, a ogni incontro. In particolare ricevendo in udienza le Pom, le Pontificie Opere Missionarie, ha sottolineato che «il nostro mondo, ferito dalla guerra, dalla violenza e dall'ingiustizia, ha bisogno di ascoltare il messaggio evangelico dell'amore di Dio e di sperimentare il potere riconciliante della grazia di Cristo». Nelle crisi che stiamo vivendo, ha detto in inglese, «la Chiesa stessa, in tutti i suoi membri, è sempre più chiamata ad essere una Chiesa missionaria che apre le braccia al mondo, che annuncia la Parola e che diventa lievito di concordia per l'umanità». L’azione missionaria è «indispensabile», ha specificato Leone, «come posso testimoniare personalmente dai miei anni di ministero pastorale in Perù». Ha poi citato la «Pontificia Opera della Propagazione della Fede, che fornisce aiuti a programmi pastorali e catechistici, alla costruzione di nuove chiese, all'assistenza sanitaria e alle necessità educative nei territori di missione», La «Pontificia Opera dell'Infanzia Missionaria che sostiene programmi di formazione cristiana per i bambini, oltre a occuparsi dei loro bisogni primari e della loro protezione», la «Pontificia Opera di San Pietro Apostolo che aiuta a coltivare le vocazioni missionarie, sia sacerdotali sia religiose, mentre la Pontificia Unione Missionaria si impegna a formare sacerdoti, religiosi e religiose e tutto il Popolo di Dio per l'opera missionaria della Chiesa».

Infine, citando papa Francesco, ha ricordato che «dobbiamo portare a tutti i popoli, anzi a tutte le creature, la promessa evangelica di una pace vera e duratura, che è possibile perché, secondo le parole di Papa Francesco, “il Signore ha vinto il mondo e la sua permanente conflittualità avendolo pacificato con il sangue della sua croce”».