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«Per infezione polimicrobica si intende una quadro patologico causato dalla presenza contemporanea di più agenti patogeni (batteri, virus e miceti) in specifici distretti/siti del nostro organismo; in questo caso le vie respiratorie». Filippo Biamonte, dottore di ricerca e specialista in Patologia Clinica e Biochimica Clinica, del’Unità Operativa Laboratorio di Patologia clinica e Microbiologia, Ospedale san Giovanni Battista Acismom-Cavalieri di Malta, a Roma, spiega come leggere il comunicato diffuso dalla Sala stampa della Santa Sede sulle condizioni del Pontefice. «I risultati degli accertamenti effettuati nei giorni scorsi e nella giornata odierna hanno dimostrato una infezione polimicrobica delle vie respiratorie che ha determinato una ulteriore modifica della terapia», si legge nella comunicazione ufficiale.
«In via generale», sottolinea, «si può dire che quando ci sono sospetti di infezioni di questo tipo e di natura batterica, bisogna eseguire un antibiogramma per selezionare quali antibiotici occorrono come terapia mirata. In caso di infezione virale, che si mette in evidenza con esami di biologia molecolare (PCR), si utilizzeranno dei farmaci antivirali specifici, se necessario. Infine, in caso di polmoniti micotiche, tipiche in pazienti con sistema immunitario compromesso, verranno impiegati farmaci anti micotici. Naturalmente i sintomi variano a seconda degli agenti patogeni che si sono sviluppati». Circa il tempo di recupero e la degenza, essi «sono correlati alle condizioni generali del paziente, a eventuali comorbidità, all’età, alla risposta e alla via di somministrazione dei farmaci scelti dai clinici».




