Il 12 aprile 1947, vigilia della Domenica in albis, il violento settario Bruno Cornacchiola si trovava alle Tre Fontane in Roma per far giocare a pallone i figli e scrivere una relazione contro il Papa, la Chiesa e la Madonna. Chiamandoli ogni tanto perché non si allontanassero, a un certo punto non sentì alcuna risposta. Così, corse a cercare i bimbi, trovandoli inginocchiati dentro la grotta a recitare una cantilena. Preoccupato, Bruno chiese aiuto a Dio e fu attraverso quel primo atto di umiltà che la Madre Celeste si rivelò anche ai suoi occhi: «Io sono Colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione». È iniziato così il culto alla Madonna della Rivelazione, la cui grazia toccò il cuore di Cornacchiola, che progettava l’uccisione di papa Pio XII: nell’incontro del 9 dicembre 1949, il veggente consegnò al Pontefice il pugnale con cui intendeva assassinarlo. E quello che un tempo era un luogo segnato dal male, dove si arrivò perfino ad architettare l’omicidio del Papa, oggi è diventato un’oasi in cui i pellegrini si rivolgono a Maria chiedendo anzitutto la pace. In occasione del 77° anniversario dell’apparizione, alle 15.30, dopo la recita del Rosario, ci sarà la presentazione e il racconto di quanto avvenne quel 12 aprile alla presenza di Carlo e Isola Cornacchiola, due dei tre figli di Bruno. Poi, alle 16, si terrà la Santa Messa presieduta da monsignor Riccardo Lamba, arcivescovo di Udine. Di seguito pubblichiamo l'intervista al rettore don Renato Tarantelli Baccari pubhblicato dal periodico "Maria con te". 

di Giuseppe Cutrona

«Al santuario delle Tre Fontane la festa dell’Assunzione di Maria è un momento molto sentito. Anche se la città di Roma si svuota per le ferie, il 15 agosto è una data in cui accogliamo molti pellegrini, non solo romani, un incontro di popolo secondo soltanto al 12 aprile, giorno in cui si ricorda l’apparizione della Vergine della Rivelazione a Bruno Cornacchiola. E trovo che sia molto emozionante vedere così tante persone sfidare il caldo per accostarsi ai confessionali e alle celebrazioni solenni del giorno e anche nei giorni precedenti alla novena di preparazione, organizzata dalle suore della Rivelazione e alla veglia di preghiera della vigilia». Don Renato Tarantelli Baccari, rettore del Santuario della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane, ci accoglie e ci spiega il legame inconfutabile tra l’apparizione della Vergine Maria avvenuta in questo luogo e il dogma dell’Assunzione. È il 12 aprile 1947, la Madonna appare in abito bianco, con un manto verde che le copre il capo, una cinta rossa sui fianchi e stringendo al petto la Sacra Scrittura. Come a Fatima, i primi ad accorgersi del suo arrivo sono tre bambini, Isola, Carlo e Gianfranco. Sono i figli di Bruno Cornacchiola, un uomo anticlericale che tramava nel suo cuore di uccidere il Papa, tanto da possedere un pugnale acquistato da un soldato protestante su cui aveva fatto incidere la frase: «A morte il Papa». Quel sabato mattina si trova alle Tre Fontane per far giocare i figli al pallone e al contempo per scrivere una relazione contro il Papa, la Chiesa e la Madonna. Di tanto in tanto chiama per nome i figli perché non si allontanino troppo dalla sua vista, ma ad un certo punto nessuno risponde più alla sua voce. Bruno corre a cercare i suoi bambini, li trova dentro la grotta inginocchiati che recitano una cantilena: «Bella signora, bella signora!», li tocca e giacciono come il marmo. Per la prima volta chiede aiuto a Dio e quell’atto di umiltà spalanca i cieli: la Madonna si rivela anche ai suoi occhi e si presenta in modo inedito: «Io Sono Colei che Sono nella Trinità Divina. Sono la Vergine della Rivelazione». Infine gli affida una verità di fede su cui la Chiesa Universale si è interrogata per secoli: «Il mio corpo non poteva marcire e non marcì». 

«C'è un legame fortissimo», spiega don Renato, «tra l’apparizione della Vergine alle Tre Fontane e il dogma dell'Assunzione. Anche se qui la Madonna non si è presentata come l'Assunta, il suo messaggio esattamente coincide con ciò che la Chiesa proclamerà attraverso la Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus nel 1950, tre anni dopo l’incontro mistico tra Cornacchiola e la Vergine Maria. Oltrechè un’apparizione, un vero e proprio sigillo, la conferma che arriva dal cielo attraverso Maria sul cammino che la Chiesa sta compiendo. Lo stesso Pontefice Pio XII riferì ai suoi più stretti collaboratori, in seguito alla visita di Cornacchiola e al racconto di quanto accadde alle Tre Fontane che era il tassello che mancava, la benedizione del Cielo che con meraviglia di tutti veniva a incoraggiare l’intenzione di riconoscere l’Assunzione di Maria come verità di fede».

«Io sono Colei che sono nella Trinità divina», così si presenta la Vergine Maria a Bruno Cornacchiola. Quale significato dare a queste parole?

«Intanto occorre premettere che quest’espressione fa un po' effetto. Solo Dio infatti ha parlato così di se stesso, come si legge nel libro dell’Esodo, quando nel deserto del Sinai, inviando Mosè a liberare i suoi fratelli, gli rivela il suo nome: Io sono colui che sono. La Vergine Maria continua la frase dicendo: sono Colei che sono nella Trinità divina. Ad una lettura superficiale si potrebbe pensare che Maria indichi un altro culto, un culto che va persino oltre Dio. E invece il messaggio è chiaro, la Vergine della Rivelazione è inconfutabilmente Maria Assunta in Cielo, proprio in virtù di questa frase, che ha un solo significato: Maria è nella Trinità così come siamo chiamati a essere noi nella Trinità, quando saremo una cosa sola con Dio, quando vivremo anche noi la resurrezione. Maria è già ora dove noi saremo. In tal sento possiamo serenamente affermare che il Santuario della Rivelazione ha in sé un valore escatologico».

Cosa intende?

«Maria, attraverso la rivelazione fatta a Bruno Cornacchiola, invita noi tutti a guardare al fine della vita. E di questo, lo dico perché ne faccio esperienza tutti i giorni, i pellegrini che si recano in santuario ne sono consapevoli. Portano qui le loro sofferenze, le loro malattie, le ferite, chiedono in maniera spontanea e naturale l’aiuto della Vergine Maria e trovano una Madre che tiene tra le sue mani la Parola di Dio, il luogo dove trovare pace e ristoro, una Madre che invita alla riconciliazione e alla conversione, come ha fatto con Bruno Cornacchiola, che mostra il suo infinito amore per il Papa e la Chiesa. Ma non solo. Incontrano una compagna di cammino che garantisce che anche noi, creature come Lei, siamo chiamati ad un eterno per sempre nel cuore della Trinità».

Don Renato, alla sua prima festa della Madonna della Rivelazione da rettore, il 12 aprile 2022, ha confidato: «Conoscendo la mia devozione mariana, il Card De Donatis mi ha chiesto di venire in questo luogo di grazia». Dove affonda le radici questo suo legame con la Vergine e come il Santuario delle Tre Fontane alimenta questo rapporto filiale?

«La mia storia con Maria inizia da bambino. Ricorderò sempre un sogno di quegli anni: ho sognato la Madonna che si arrabbiava con me. Io la guardavo e le dicevo: quanto sei bella!, e Lei, scura in viso, mi indicava col dito un altro punto della scena. Seguo con lo sguardo la direzione del suo indice e vedo un gruppo di persone. E in mezzo a loro Gesù che mi guarda e mi sorride. Era Maria Odigitria, Colei che indica Suo Figlio. A posteriori posso dire che in quel sogno c’era il seme della mia chiamata, a cui ho risposto molti anni dopo. Io credo che ogni vocazione sacerdotale sia sempre mariana. C’è sempre dietro Maria che ti accompagna, attraverso la dimensione materna della Chiesa. È lì che vedi Maria. Una presenza dolce e consolante. Io ho detto tante volte no al Signore. Sentivo la chiamata al sacerdozio ma avevo tanta paura. E Lui, dall’alto della sua pazienza, mi ha mandato la Madonna. Tutte le volte che faccio resistenza alla Sua volontà, Gesù manda sua Madre a chiedermi le cose perché sa che non posso dirle di no. Sento la sua tenerezza, percepisco il suo conforto, la sua rassicurazione, la stessa che provano i servi del banchetto delle nozze di Cana quando ricevono da Lei il monito: Fate quello che Lui vi dirà. E allora, sostenuto dalla Sua presenza mi abbandono e mi rituffo nella volontà di Dio. E questo succede anche qui in Santuario da quando sono rettore. Vivere sotto la guida e lo sguardo della Vergine della Rivelazione è un qualcosa che avverto ed è per me bello e importante. Inoltre questo Santuario è realmente un’oasi di pace dove non si percepisce quasi per nulla il caos della città e questo rinfranca e aiuta a rimanere in ascolto del Signore».