Debutta in città il nuovo servizio di car sharing DriveNow, che con 700 mila clienti in Europa è già presente in 5 città tedesche, a Londra, Bruxelles, Stoccolma e Copenhagen. Da oggi sbarca anche a Milano con 480 auto, tutte Bmw e Mini, disponibili su un'area di 126 chilometri quadrati. Durante la fase di lancio, registrazione al servizio 20 minuti di guida sono gratuiti. Le auto si prenotano dal computer o dall'apposita App. Tariffe: da 31 centesimi al minuto. Nessuna spesa di carburante, bollo o assicurazione.
Da oggi Milano è la capitale italiana del car sharing. Si perché nella città dove sono già presenti, e registrano un largo successo, due servizi ormai storici come Enjoy, con le sue 500 rosse, e Car2go, con le sue gettonatissime Smart fortwo e forfour bianche e azzurre, per limitarsi a quelli che sinora sono i due maggiori punti di riferimento del "free floating" (cioè prendere e rilasciare l'auto in qualsiasi punto della città) debutta in queste ore un nuovo operatore. Si chiama DriveNow, è tedesco, e frutto della joint venture tra il gruppo Bmw e la società di autonoleggio Sixt, e consente agli appassionati di car sharing di utilizzare un servizio "premium", cioè di più alta fascia rispetto a Enjoy e Car2go, sia per il tipo di automobili a disposizione nella flotta, tutte Bmw e Mini, anche in versione cabrio, sia per la qualità del servizio e dell'attenzione al cliente, a partire da una sofisticata app scaricabile sugli smartphone.
A partire da oggi, 19 ottobre, l'intera flotta DriveNow è a disposizione dei milanesi e non solo, anche di chiunque viaggi in città per affari o per turismo. Durante la fase di lancio, che è iniziata il 5 ottobre, l’iscrizione e i primi 20 minuti di guida saranno gratuiti, mentre successivamente la registrazione avrà un costo di 29 euro una tantum. La flotta DriveNow è composta da 480 veicoli BMW (Serie 1, Serie 2 Active Tourer e Serie 2 Cabrio) e MINI (MINI Clubman, MINI 5 porte e MINI Cabrio). Sono utilizzabili su un’area operativa di 126 chilometri quadrati, compresa tra il quartiere Gratosoglio a sud, la stazione di Milano Bruzzano a nord, il cimitero di Lambrate a est e il parco divertimenti Acquatica Park a ovest. È inoltre in fase di definizione l’inclusione nell’area operativa degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa. Ed entro la fine del 2016 DriveNow intende introdurre anche 20 BMW i3, 100 per cento elettriche: d'altronde circa il 20% degli oltre 4.700 veicoli della flotta in tutta Europa sono modelli elettrici BMW i3.
Dunque, Milano capitale del car sharing perché DriveNow parte per adesso soltanto qui, nella città della Scala, della moda, della Fiera più importante d'Italia. Roma può attendere: si comincia dal cuore produttivo, finanziario e dei servizi del nostro Paese. E a Milano, con il debutto di DriveNow, contando solo i maggiori operatori di "free floating", come Enjoy e Car2go (senza considerare le piccole e sbarazzine Share'Ngo elettriche e i servizi GuidaMi e e-vai sulle piazzole), siamo a quasi 1.600 auto disponibili in car sharing. Anche le auto DriveNow sono disponibili in qualunque momento e senza necessità di una prenotazione vera e propria stile autonoleggio. Utilizzare il servizio è semplice: basta aprire l’app e selezionare il momento e il luogo in cui si vuole l’auto.
La tariffa base al minuto varia da 31 a 34 centesimi (per i modelli BMW Serie 2) e comprende i costi di benzina, assicurazione, parcheggio (strisce blu, strisce gialle) e AREA C. Durante l'utilizzo è possibile sostare in qualsiasi parcheggio consentito al costo di 20 centesimi al minuto. Per terminare il noleggio, è sufficiente lasciare l’auto all’interno dell’area operativa. Nel perimetro dell'area verde gratuita (pari a 78 km quadrati), ben visibile una volta fatto il download della app DriveNow sullo smartphone, il parcheggio non prevede costi aggiuntivi. Ai clienti che, invece, vorranno lasciare l’auto nell’area esterna a pagamento, colorata in giallo, sarà addebitato un costo extra di 4,90 euro.
Milano sarà l’undicesima città raggiunta in Europa, con oltre 700 mila clienti. Il servizio di car sharing tedesco è una realtà già affermata in varie metropoli, tra cui Monaco, Berlino, Düsseldorf, Colonia, Amburgo, Vienna, Londra, Copenhagen, Stoccolma e Bruxelles. Ne abbiamo parlato con Andrea Leverano, managing director di DriveNow Italia: «Con circa due milioni di persone che abitano o transitano ogni giorno in città, un traffico ad alta densità e una particolare ricettività dei cittadini all’adozione di servizi di car sharing, Milano è la metropoli ideale per l’ingresso di DriveNow nel nostro Paese».
Avete da tempo una presenza estesa in Germania e il vostro servizio c'è già in altre importanti capitali, da Londra a Stoccolma. Dunque, il vostro car sharing non è l'ultimo arrivato in Europa. Perché sbarcate a Milano soltanto ora?
«Un primo motivo è che nel modello di business di DriveNow preferiamo analizzare bene i contesti geografici prima di diventare operativi in un'area. E anche se l'Italia, e in particolare Milano, è un mercato assai interessante, ha richiesto varie analisi per capire il momento giusto di partire con gli investimenti. La nostra ambizione è offrire un servizio di livello "premium", e dunque abbiamo preferito aspettare che la città fosse pronta e ricettiva, con una spiccata propensione per la condivisione delle auto, per entrare con la nostra offerta, in un settore maturo ma con clienti che stanno alzando le aspettative nel car sharing. Il secondo motivo è legato alla gestione della mobilità urbana nei vari Comuni e per DriveNow l'occasione giusta si è presentata adesso».
Milano è l'unica scelta italiana o vedremo le vostre Bmw e Mini anche a Roma?
«Non è escluso. Per adesso tutti gli sforzi sono concentrati su Milano. Se ci saranno altre condizioni di mercato e di politiche urbane della mobilità, anche elettrica, prenderemo in esame altre città. Roma potrebbe essere la prima».
Lei ama definire il vostro servizio "premium", come lo sono certamente, all'interno del mercato automobilistico, le auto del marchio Bmw o Mini. Pensa che questo alto livello di offerta possa far presa su un pubblico milanese che sinora ha privilegiato l'agilità, le piccole dimensioni?
«Innanzitutto, perché un servizio sia "premium" deve esserlo a livello di servizio offerto, di rapporto con i clienti, di facilità d'utilizzo. Non è solo una questione di marchi e di automobili a disposizione. Poi, certo, i prodotti - vari modelli Bmw e Mini - sono di fascia alta, e questo è senza dubbio affascina. Le prime impressioni che abbiamo avuto, già in fase d'impostazione del progetto, ci dicono che l'interesse del pubblico è alto: i milanesi sono abituati al car sharing, lo usano in modo esteso, ma emerge una richiesta di differenziazione nella qualità dei modelli da guidare e del servizio che precede e segue la fase di noleggio».
Quale pensate sarà il vostro cliente più affezionato?
«Sinceramente, spero non esista un vero e proprio cliente tipo, dal punto di vista del marketing, perché vorrei avere quanti più clienti possibili. Quello che vediamo nel resto d'Europa è s'iscrivono da noi più uomini che donne, perché la curiosità verso un certo tipo di auto è certo più maschile. Sono persone che hanno la necessità di spostarsi in Milano, molto attratti da servizi innovativi, e hanno una consapevolezza della spesa per l'automobile più moderna, attuale: senza pensieri sui costi fissi, come il bollo o l'assicurazione, che l'auto di proprietà genera, e sappiamo sono molto alti, e una spiccata propensione a prendere l'auto solo quando serve, a liberarsi dai problemi del parcheggio, perché i servizi di car sharing consentono, a Milano e non solo, di lasciare la macchina nelle strisce blu e gialle e di avere libero accesso alla Area C. Che con un'automobile di proprietà non si può fare: nelle strisce blu e nell'Area C devi pagare, e sulle strisce gialle se non sei residente non puoi sostare».
La vostra è una clientela di professionisti?
«Solo in parte. Certamente guarda di preferenza a noi una clientela medio-alta, ma nella realtà poi non è così, anche perché con il car sharing, invece di comprare l'auto, si liberano risorse finanziare che chiunque può impiegare in altro modo. E poi i nostri prezzi, a partire da 31 centesimi al minuto, non sono poi così distanti dagli altri operatori, e chi sceglie noi ha a disposizione automobili importanti e un'accessibilità e qualità del servizio di un certo livello».
Lei pensa che oggi un uso integrato dei vari car sharing in una città come Milano, visto che con DriveNow aumenta ancora il parco vetture disponibile, renda possibile la rinuncia a comprare l'automobile, ad averne una di proprietà ferma in strada o in garage?
«Di sicuro un uso esteso del car sharing può eliminare la seconda auto per una famiglia. Oggi, lo dimostrano le analisi sui costi che genera l'automobile, possedere una macchina è più uno svantaggio che un vantaggio. Ma direi che per chi vive a Milano e lavora a Milano, e si muove molto poco dalla città, il car sharing sta diventando un'opportunità economicamente interessante anche al posto della prima auto: non comprarla affatto e usare in modo intelligente i servizi dei vari operatori, uniti ai mezzi pubblici efficienti, è più che un'alternativa. In futuro più il sistema riuscirà a essere integrato, intermodale - tra car sharing, mezzi pubblici, parcheggi di interscambio e altre novità che consentiranno di coprire distanze più lunghe - più possedere una vettura privata, di proprietà, addirittura la prima auto, diventerà del tutto superfluo.
Qual è la città che dà maggiori soddisfazioni a DriveNow?
«In assoluto Berlino. Anche Monaco. E adesso ci aspettiamo grandi cose da Milano».