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Dodici agenti di polizia sono rimasti feriti e 16 persone sono state arrestate durante la seconda notte di disordini in Irlanda del Nord, scatenati da una grave aggressione con arma da taglio avvenuta a Belfast.
Gli incidenti sono scoppiati dopo un accoltellamento avvenuto l’8 giugno. Secondo la polizia, un uomo sudanese di trent’anni, richiedente asilo, è stato arrestato e accusato di tentato omicidio dopo aver ferito gravemente un residente locale, Stephen Ogilvie, 44 anni. L’uomo avrebbe perduto l’occhio sinistro.
Dopo la diffusione online di video dell’aggressione, si sono svolte manifestazioni che in diversi casi sono degenerate in violenze. Gruppi di manifestanti hanno incendiato veicoli, danneggiato abitazioni e attività commerciali e preso di mira alcune comunità di immigrati. La polizia nordirlandese ha effettuato arresti e impiegato cannoni ad acqua.
Le autorità e i principali leader politici dell’Irlanda del Nord hanno condannato sia l’accoltellamento sia le violenze successive, invitando alla calma. Diverse fonti riportano che la diffusione di contenuti e commenti sui social media abbia contribuito ad alimentare tensioni e proteste anti-immigrazione.
Come riferisce la BBC, Hilary Benn, ministro britannico per l’Irlanda del Nord, afferma che fortunatamente ieri sera si sono verificati meno disordini e spera che ciò significhi che “la gente stia riflettendo sulle scene davvero scioccanti a cui abbiamo assistito martedì sera, con persone costrette ad abbandonare le proprie case in fiamme a causa del colore della loro pelle”. “Non c’è alcuna giustificazione per tutto questo, e nulla può giustificarlo; ha lasciato molte persone terrorizzate”.
Benn ha dichiarato al programma Breakfast della BBC di voler trasmettere il senso di paura che “si è diffuso tra le minoranze etniche” in Irlanda del Nord dopo gli episodi di violenza. “Ci sono state persone fermate in auto mentre andavano al lavoro per chiedere loro quale fosse la loro nazionalità”.
“Siamo profondamente sconvolti dal terribile attacco subito dal nostro caro in Kinnaird Avenue. È stato uno shock enorme per tutta la nostra famiglia e, in questo momento, la nostra unica priorità è stare al suo capezzale e aiutarlo a riprendersi”, hanno fatto sapere i familiari della vittima. Nel loro comunicato i familiari Stephen Ogilvie aggiungono: “Siamo rimasti profondamente sconvolti dalle scene che si sono verificate ieri in tutta l’Irlanda del Nord a seguito di quanto accaduto. Vogliamo chiarire in modo inequivocabile che la nostra famiglia non approva questo tipo di reazioni e che la protesta pacifica è sempre l’unica via da seguire. Abbiamo molti migranti che danno un contributo estremamente prezioso al nostro Paese, anche all’interno del nostro sistema sanitario e nel settore dell’ospitalità, e dipendiamo da loro per far funzionare il nostro Paese. Non vogliamo che questa terribile tragedia venga usata per dividere le persone o alimentare l’ostilità: non fatelo in nome della persona che amiamo, poiché non condividiamo gli stessi valori”.





