Hanno tutte sedici anni le sei vittime italiane ufficialmente identificate nella tragedia della notte di Capodanno al Constellation, il disco bar di Crans-Montana trasformato in una trappola di fiamme e fumo. Si chiamavano Giovanni Tamburi, Achille Barosi ed Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi. I loro nomi, confermati dall’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha annunciato che per loro saranno celebrati funerali di Stato.

Le famiglie dei tre ragazzi sono state informate nelle scorse ore, mentre proseguono le complesse procedure di identificazione delle altre vittime. L’incendio, scoppiato mentre nel locale si festeggiava l’arrivo del nuovo anno, ha provocato un bilancio drammatico: decine di morti e oltre un centinaio di feriti, molti dei quali giovanissimi.

Chi erano le vittime italiane

Giovanni Tamburi, bolognese, era stato inizialmente dato per disperso. Un amico aveva raccontato di averlo perso di vista durante la fuga concitata dal locale, quando il panico si è diffuso tra i presenti e l’aria è diventata irrespirabile. La notizia della sua morte ha colpito profondamente Bologna, dove il ragazzo viveva con la famiglia ed era conosciuto come uno studente solare, legato agli amici e alla sua città.

Achille Barosi, milanese, si trovava spesso a Crans-Montana, dove la sua famiglia possiede una casa. Secondo le testimonianze, era stato visto per l’ultima volta intorno all’una e mezza di notte: stava rientrando nel locale per recuperare la giacca e il telefono lasciati all’interno. Un gesto istintivo, comune a molti in quelle fasi concitate, che purtroppo si è rivelato fatale. Milano, nelle ultime ore, si è stretta attorno ai genitori e ai compagni di scuola, in un silenzio carico di dolore.

Emanuele Galeppini, originario di Rapallo (Genova) ma residente a Dubai con la famiglia, era conosciuto per la sua grande passione per il golf. Un talento promettente, già apprezzato nell’ambiente sportivo, e un tifoso dichiarato del Genoa. La notizia della sua scomparsa ha raggiunto non solo la Liguria, ma anche la comunità sportiva che lo seguiva e lo incoraggiava, spezzando sogni e progetti appena iniziati.

Firefighters and other people mourn at a makeshift memorial outside the \\\"Le Constellation\\\" bar, after a deadly fire and explosion during a New Year's Eve party in the upscale ski resort of Crans-Montana in southwestern Switzerland, January 4, 2026. REUTERS/Umit Bektas
Firefighters and other people mourn at a makeshift memorial outside the \\\"Le Constellation\\\" bar, after a deadly fire and explosion during a New Year's Eve party in the upscale ski resort of Crans-Montana in southwestern Switzerland, January 4, 2026. REUTERS/Umit Bektas
La marcia silenziosa del 4 gennaio a Crans-Montana per ricordare le vittime del rogo di Capodanno (REUTERS)

Accanto ai tre nomi ufficialmente identificati, nelle stesse ore è arrivata anche la conferma della morte di Chiara Costanzo, sedicenne milanese, annunciata dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana con un messaggio di cordoglio. La ragazza era amica di Achille Barosi e si trovava con lui a Crans-Montana per festeggiare il Capodanno.

Sofia Prosperi, 15 anni, italosvizzera, abitava a Castel San Pietro, una frazione di Mendrisio, capoluogo del Canton Ticino, dove si era trasferita da piccola per seguire il padre andato in Svizzera per lavoro. La notte di Capodanno la 15enne stava festeggiando al «Constel» insieme con alcune amiche quando è rimasta bloccata nel seminterrato non appena scoppiato l’incendio. Le altre ragazze non l’hanno più vista uscire dal locale e per ore sui social numerosi messaggi che invitavano a pregare per lei. La 15enne frequentava l’International School of Como di Fino Mornasco (Como). Secondo alcune testimonianze era entrata anche con altri amici, almeno quattro, nel locale di Crans. Con lei c’era un 16enne di Cantù ora fra i feriti, ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano dopo essere stato trasferito da Ginevra con ustioni su almeno il 30 per cento del corpo.

Riccardo Minghetti, 16 anni, era originario di Roma e abitava nel quartiere Eur-Laurentino, dove viveva con la sua famiglia. Frequentava il Liceo Cannizzaro nella capitale ed era descritto come un appassionato di montagna: trascorreva tempo sulle Alpi svizzere fin da bambino, dato che la sua famiglia aveva seconde case nella zona e lui amava sciare durante le vacanze invernali.

Le indagini, avviate dalla procura del Cantone Vallese, dovranno chiarire le responsabilità e le condizioni di sicurezza del locale. Ma intanto, davanti a questa strage di giovani, restano il silenzio, le domande e una preghiera che sale dalle famigliem colpite.