«La Chiesa sta facendo tanto per cercare di incidere sulla fine del blocco economico, il nostro papa Leone non dimentica mai di ricordare che bisogna mettere fine al blocco statunitense contro Cuba perché è illegale, criminale e sta facendo soffrire un popolo da ben oltre sessant’anni», dice l’ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, Leyde Ernesto Rodríguez Hernández. E lo fa con tono fermo e speranzoso. Nelle sue parole non ci sono soltanto la certezza di non sapersi soli e la consapevolezza della presenza del pontefice, ma la speranza che l’intero popolo cubano nutre in un domani migliore.

Cuba, Santa Clara - Mausoleo del Che, guardia speciale delle Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba.jpg
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Cuba, Santa Clara - Mausoleo del Che, guardia speciale delle Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba

«Noi siamo certi che il voto avrà un risultato positivo come tutte le altre votazioni avvenute negli ultimi anni, ma sappiamo anche che se non sarà questa amministrazione a cancellare il blocco, sarà probabilmente la successiva a dover decidere. La vicinanza della Chiesa e degli altri paesi del mondo si sta facendo sentire soprattutto in questo momento di grande sofferenza per il mio popolo», aggiunge l’ambasciatore, e continua: «L’Italia sta manifestando tanta solidarietà, le missioni umanitarie che ci sono state, le raccolte di fondi, le delegazioni politiche che si sono recate sull’isola per portare la propria presenza e gli aiuti materiali hanno per noi un valore immenso, ci fanno sentire che non siamo soli».

Il rapporto presentato dallo Stato cubano al Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, in vista del voto imminente previsto per il prossimo 28 ottobre contiene le cifre degli effetti del blocco statunitense a danno dell’isola: l’ammontare totale dei danni dal primo marzo 2025 al 28 febbraio 2026 ha raggiunto la cifra record di 8 miliardi e 83 milioni di dollari statunitensi, il 7% in più rispetto alla cifra comunicata nel rapporto precedente. E nel corso degli anni i danni accumulati riportano cifre astronomiche che si avvicinano a 200 miliardi di dollari. Se non ci fosse stato il blocco, il PIL di Cuba nel 2025 sarebbe stato del 10,8% in più rispetto al valore stimato per quell’anno. Come infatti, le parole del presidente degli Usa Donald Trump pronunciate proprio a inizio 2026 relativamente ai suoi obiettivi su Cuba sono chiarissime: «Non credo si possa esercitare molta più pressione, salvo entrare e distruggere il posto». Terribilmente vero. Gli effetti devastanti del blocco economico, inasprito ulteriormente nel corso di quest’anno attraverso altre misure sanzionatorie, si sono riversati interamente su 11 milioni di cubani. La sanità è in ginocchio, gli ospedali svolgono la propria funzione con molta fatica e senza strumenti. Non c’è cibo, non c’è acqua.

Cuba, Viñales - Studentesse per strada
Cuba, Viñales - Studentesse per strada
Cuba, Viñales - Studentesse per strada

Sono state varate dal governo 176 misure trasformative che vanno a modificare l’attuale struttura statale aprendo alla decentralizzazione, agli investimenti stranieri e alla parziale liberalizzazione dei settori dell’economia, misure che però non raccoglieranno risultati immediati. Nel frattempo, mancano i chemioterapici, senza corrente elettrica non si possono svolgere le normali sessioni di chemioterapia, i bambini stanno morendo in incubatrice. Infatti, il tasso di moralità infantile di Cuba, oggi, è salito al 9,9% a fronte del 4,4 del 2018. Come afferma il viceministro della Sanità pubblica di Cuba, il dottor Julio Guerra Izquierdo: «Il blocco nordamericano ha provocato danni sistematici al settore della salute che superano i 4.138 milioni di dollari in più di sei decadi, e solo nell’ultimo anno supera 288 milioni. Perché si intenda meglio, 25 giorni senza blocco coprirebbero il quadro farmacologico di base del paese per un anno intero, 9 giorni senza blocco pagherebbero l’acquisto di siringhe, garze, aghi, suture, cateteri e con 21 giorni senza blocco si sosterrebbe il costo di tutta l’insulina di cui hanno bisogno i nostri pazienti diabetici per un anno».

AUTOR ALEJANDRO A RODRIGUEZ RODRIGUEZ
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Nelle aree più lontane dalle città, specialmente quelle dell’Oriente dell’isola, le condizioni di indigenza sono maggiori perché le centrali del paese non riescono a coprire il fabbisogno di energia elettrica generale quindi viene data priorità agli ospedali mentre i cittadini nelle loro case hanno la corrente elettrica per un’ora al giorno, a volte non ce l’hanno per più giorni e così anche l’acqua, che può mancare per una settimana.

AUTOR ALEJANDRO A RODRIGUEZ RODRIGUEZ
AUTOR ALEJANDRO A RODRIGUEZ RODRIGUEZ
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L’appello di Cuba alle Nazioni Unite è proprio questo: lasciare che il paese eserciti la propria sovranità, che venga lasciato libero di autodeterminarsi e di riprendere a vivere dignitosamente senza il blocco economico unilaterale degli Usa. Oltre a non poter più aprire relazioni economiche con Cuba, gli altri paesi del mondo e le imprese private non possono più neppure inviare aiuti perché non vengono fatti entrare. Sono settemila infatti i container fermi nei porti di Veracruz, in Giamaica e in altri porti caraibici a causa delle sanzioni entrate in vigore lo scorso 12 agosto.

«Il popolo cubano ama il Santo Padre e lo attende con calore ed entusiasmo, con lo stesso fervore che ha dimostrato con papa Wojtyla, papa Benedetto XVI e papa Francesco. Papa Leone XIV è stato invitato all’Avana, lo aspettiamo presto», conclude l’ambasciatore Rodríguez Hernández sottolineando che Cuba non è una minaccia né per gli Stati Uniti d’America né per il mondo ma che al contrario subisce forti pressioni diplomatiche e mediatiche che alimentano fake news e narrazioni molto pericolose.