PHOTO
La statua della Madonna vandalizzata
Un gesto di profanazione ha colpito nella notte uno dei luoghi mariani più conosciuti al mondo. A Medjugorje, in Bosnia Erzegovina, ignoti hanno danneggiato alcuni dei simboli più cari ai pellegrini: la statua della Madonna sulla Collina delle Apparizioni (Podbrdo), quella presso la Croce Blu e l’altare esterno della parrocchia di San Giacomo.
Secondo le prime ricostruzioni, l’azione sarebbe avvenuta poco dopo le quattro del mattino. Le telecamere di sicurezza hanno ripreso il momento in cui è stato appiccato il fuoco all’altare esterno della chiesa di San Giacomo, recentemente rinnovato. Le fiamme hanno danneggiato il telone di copertura della struttura.
Contemporaneamente sono state imbrattate con vernice nera le statue mariane del Podbrdo, la collina dove, secondo la tradizione dei veggenti, sarebbero iniziate nel 1981 le presunte apparizioni della Vergine, e della Croce Blu, altro luogo di preghiera molto frequentato dai pellegrini. Sul basamento della statua della Madonna sono comparse anche scritte offensive in lingua inglese: «Devil in a skirt» («Diavolo in gonnella»), mentre nei pressi della Croce Blu è stata tracciata la parola «Evil» («Male»).
L’episodio ha provocato sgomento nella comunità locale e tra i numerosi pellegrini presenti a Medjugorje. La profanazione arriva infatti a pochi giorni dall’inizio del Mladifest, il Festival internazionale dei giovani, uno degli appuntamenti più importanti del calendario del santuario, capace ogni anno di richiamare migliaia di ragazzi da tutto il mondo.


Un luogo di preghiera conosciuto in tutto il mondo
Medjugorje, piccolo paese dell’Erzegovina, è da oltre quarant’anni una delle mete di pellegrinaggio mariano più frequentate a livello internazionale. Qui, dal 1981, sei giovani hanno riferito di aver ricevuto apparizioni della Madonna, un fenomeno che nel tempo ha attirato milioni di pellegrini, suscitando anche un ampio dibattito ecclesiale.
La Santa Sede ha autorizzato i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje nel 2019, mentre il fenomeno delle apparizioni è tuttora oggetto di valutazione da parte della Chiesa. Il luogo resta comunque un importante centro di spiritualità, preghiera e confessione, visitato ogni anno da fedeli provenienti dai cinque continenti. Proprio per questo, spiegano fonti locali, il gesto vandalico ha colpito non soltanto alcune opere materiali, ma anche luoghi carichi di significato religioso per milioni di persone.


Indagini in corso
Le autorità bosniache hanno avviato gli accertamenti per individuare i responsabili. Al momento non sono state rese note informazioni certe sull’identità degli autori né sulle motivazioni del gesto. La presenza di scritte in inglese ha alimentato diverse ipotesi ma gli investigatori non hanno ancora fornito una ricostruzione definitiva. La comunità di Medjugorje si prepara ora al Mladifest con un clima segnato dall’amarezza per quanto accaduto, ma anche dalla volontà di non lasciare che un atto di distruzione interrompa il carattere di accoglienza e preghiera che da decenni caratterizza il santuario.






