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La Coalizione dei volenterosi con il presidente Zelensky a Kyiv.
Nel giorno in cui l’Ucraina celebra 35 anni della sua indipendenza dopo la caduta dell’Unione sovietica, il 24 agosto, i leader della Coalizione dei volenterosi riuniti a Kyiv hanno confermato l’impegno a sostenere e appoggiare il Paese nella difesa in primis militare contro la Russia, ribadendo che in questa guerra l’Ucraina non è da sola.
«L’Ucraina sarà uno Stato indipendente per sempre, su questo non c'è dubbio: gli ucraini non saranno mai ciottoli per gli stivali dello zar, non accetteranno ciò in cui non credono e non rinunceranno mai al loro sogno di vivere liberi», sono state le parole pronunciate dal presidente ucraino Zelensky nel corso delle celebrazioni per il Giorno dell’indipendenza.
«L’Ucraina è una nazione libera e coraggiosa. La sua lotta è anche la nostra lotta», ha detto il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, presente a Kyiv. Nella capitale ucraina è arrivato anche il nuovo premier britannico Andy Burnham. «Da 30 anni la Russia cerca di mettere fine alla vostra indipendenza ma ha fallito, le sue azioni l'hanno rafforzata», ha dichiarato Burnham dalla piazza di Santa Sofia, tra gli applausi, «siete una democrazia viva con un brillante futuro davanti, il Regno Unito ha tenuto viva la fiamma della libertà del XX secolo, voi lo avete fatto nel XXI». «Sono determinato con i Volenterosi a darvi l'aiuto che serve, non solo per la difesa aerea ma anche per distruggere i missili russi prima che partano», ha aggiunto.
Dall’Europa arriva una nuova consistente tornata di aiuti militari a Kyiv: la Commissione europea ha approvato nuovi appalti nel settore della difesa per un valore di 6,1 miliardi di euro. Una somma destinati a sistemi di difesa aerea e antimissile, missili, munizioni e radar. In vista di un nuovo pesante inverno sotto gli attacchi di Mosca, Kyiv ha bisogno di aiuti concreti e immediati. In particolare, servono gli intercettori Patriot statunitensi per fermare i missili balistici russi. Secondo Zelensky ne servono 300 per difendere adeguatamente il Paese.
Ma in ballo ci sono anche i negoziati. Alla vigilia della riunione dei Volenterosi, nel vertice con i leader del formato NB8 (i Paesi del blocco nordico-baltico) Zelensky ha fatto sapere di aver elaborato un piano di pace con gli Stati Uniti e con l’Europa che prevederebbe un cessate il fuoco, una zona economica franca grazie al passo indietro delle truppe sia ucraine che russe.
Intanto, oggi è arrivato a Mosca monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, che domani comincia una missione diplomatica per conto della Santa Sede, tra incontri con le autorità russe, gli esponenti del Patriarcato di Mosca e la comunità cattolica russa.




