Palantir è l'azienda che più di ogni altra incarna la nostra epoca, nella quale il confine tra sicurezza e diritti vacilla. Dati e potere. E c'è un uomo che questi dati e questi poteri li custodisce: Peter Thiel. Nato a Francoforte nel 1967, cresciuto tra il Sudafrica, come Elon Musk, e la California, Thiel è oggi una delle figure più potenti - e più enigmatiche - del panorama tecnologico e politico globale. Imprenditore miliardario, investitore visionario, a suo modo, ideologo dell'ultradestra tecnologica, teologo laico dell'Apocalisse. O forse, come sostengono i suoi critici, architetto della fine che dice di temere.

Per comprendere Peter Thiel bisogna accettare il paradosso come metodo. Miliardario e filosofo, anarchico libertario e monopolista del controllo autoritario, teorico del segreto e paladino della trasparenza, omosessuale dichiarato e implacabile anti-woke: i suoi paradossi riflettono un presente lacerato, che fatica a trovare la direzione e si contorce danzando con il caos. Come ha scritto Oliviero Ponte di Pino su Doppiozero, commentando il recente ritratto firmato da Luca Ciarrocca nel libro "L'anima nera della Silicon Valley. La vera storia di Peter Thiel" (Fuori Scena, 2026), Thiel è "il protagonista più affascinante della rivoluzione che stiamo subendo”.

Il logo Palantir è visibile in questa illustrazione scattata il 3 agosto 2025. REUTERS/Dado Ruvic/Illustrazione/Foto d'archivio
Il logo Palantir è visibile in questa illustrazione scattata il 3 agosto 2025. REUTERS/Dado Ruvic/Illustrazione/Foto d'archivio
Il logo Palantir è visibile in questa illustrazione scattata il 3 agosto 2025. REUTERS/Dado Ruvic/Illustrazione/Foto d'archivio (REUTERS)

La PayPal Mafia e l'inizio di tutto

La storia di Thiel inizia, almeno quella pubblica e nota, nel 1998, quando fonda con Max Levchin la startup Confinity, sistema crittografico per pagamenti via internet. Un anno dopo, Confinity diventa PayPal, si fonde con X.com di Elon Musk, nel febbraio 2002 viene quotata in Borsa e nell'ottobre dello stesso anno venduta a eBay per 1,5 miliardi di dollari. Thiel incassa 55 milioni di dollari dalla vendita delle sue quote. È l'inizio.

Da quella vendita nasce quello che Fortune Magazine, nel 2007, battezzerà la "PayPal Mafia": un gruppo di ex dipendenti e co-fondatori, Thiel, Musk, David Sacks, Reid Hoffman, Keith Rabois e altri, che con il capitale accumulato lanciano o finanziano alcune delle aziende tecnologiche più influenti del decennio successivo. Thiel in particolare entra come primo investitore esterno in Facebook nel 2004, comprando il 10,2% per 500.000 dollari, una scommessa che nel 2012 gli renderà oltre un miliardo. Fonda il fondo Founders Fund, investe in SpaceX di Musk, e nel 2003, un anno prima della scommessa su Zuckerberg, costituisce in segreto Palantir Technologies.

Come hanno ricostruito giornalisti di Wired, Fortune e altri media specializzati, la "Mafia" non è solo una metafora: è una rete reale di potere, denaro e influenza reciproca che oggi, nell'era Trump 2.0, si è trasformata nel nucleo ideologico dell'amministrazione americana. David Sacks è stato nominato "AI and crypto czar (ovvero, responsabile)" della Casa Bianca. Jim O'Neill, ex CEO della Thiel Foundation, è stato scelto come vicesegretario alla Salute. JD Vance, attuale vicepresidente degli Stati Uniti, deve la sua carriera politica in larga parte a Thiel, che lo ha introdotto a Trump e ha finanziato la sua corsa al Senato dell'Ohio.

Alex Karp, CEO di Palantir
Alex Karp, CEO di Palantir
Alex Karp, CEO di Palantir

Palantir: i dati come infrastruttura del potere

«A sostegno di questa visione, un anno prima di investire in Facebook, Thiel fonda, in segreto, Palantir Technologies», ha raccontato il giornalista Simone Pieranni nel suo podcast Fuori da Qui, prodotto da Chora Media. Il nome è tratto dal Signore degli Anelli di Tolkien: i palantiri sono sfere di veggenza che permettono di vedere lontano nel tempo e nello spazio, un’allegoria non casuale per un'azienda il cui core business è l'aggregazione e l'analisi di enormi masse di dati provenienti da fonti disparate.

Fondata con il finanziamento iniziale della CIA tramite In-Q-Tel, Palantir costruisce nel tempo una tecnologia capace di incrociare logistica, pagamenti, energia, sicurezza e biometria, trasformando le persone in profili operativi. Le sue piattaforme, Gotham e Foundry, sono oggi al cuore dei sistemi decisionali di forze armate, agenzie di intelligence, forze dell'ordine e grandi multinazionali in tutto il mondo. Dal Los Angeles Police Department, con cui nel 2011 nasce l'Operazione LASER, il banco di prova della cosiddetta "polizia predittiva", tema del film Minority Report di Spielberg, fino ai contratti con l'esercito americano, con il Dipartimento della Difesa per oltre 1,3 miliardi di dollari, con il DHS e con decine di governi stranieri.

Secondo un'inchiesta del New York Times, l'amministrazione Trump ha avviato contatti con Palantir per costruire un database centralizzato di informazioni personali sui cittadini americani. L'American Civil Liberties Union ha messo in guardia: "Dossier centralizzati e ombrosi sui cittadini sono fondamentali per attaccare i diritti civili e le libertà civili." La potenza di Palantir sta nell'invisibilità: agisce nell'ombra dei sistemi che governano le nostre vite, raramente visibile, quasi mai discussa.

Per approfondire il funzionamento di Palantir si vedano i reportage di Wired su Alex Karp e cosa fa davvero l'azienda.

Il filosofo Rene Girard

Il tecnoteologo: René Girard, il desiderio mimetico e l'Apocalisse

Ma Thiel non è solo un imprenditore. Per capirlo davvero bisogna entrare nelle aule di Stanford a fine anni Ottanta, dove lo studente di filosofia Peter Thiel incontra René Girard, il filosofo e critico letterario francese che diventerà il suo maestro di vita. Girard è l'inventore della teoria del desiderio mimetico: tutti i desideri umani sono imitativi, sostiene, copiamo i desideri degli altri, e questa dinamica genera inevitabilmente rivalità, violenza, il bisogno del capro espiatorio su cui scaricare la colpa collettiva.

Thiel rimane folgorato. Studia con Girard, lo finanzia per tutta la vita - donando milioni a conferenze e ricercatori girardiani, fondando Imitatio, un'organizzazione dedicata alla diffusione della teoria mimetica - e quando Girard muore nel 2015 parla al suo funerale. La teoria di Girard lo ispira anche come investitore: il suo ingresso in Facebook è motivato, secondo quanto ha dichiarato lui stesso al New York Times, dalla comprensione della natura mimetica dei social media. «Facebook prima si è diffuso per passaparola, e parla di passaparola: è doppiamente mimetico», ha spiegato.

Ma il nucleo più oscuro del pensiero di Thiel è la sua teologia dell'Apocalisse. In un saggio del 2004, "The Straussian Moment", presentato a una conferenza privata da lui stesso finanziata a Stanford, Thiel intreccia la teoria mimetica di Girard con le riflessioni del filosofo politico Leo Strauss - studioso della crisi della democrazia liberale - e con quelle del giurista Carl Schmitt, che diede il fondamento teorico al regime nazista con la sua dottrina dello "stato di eccezione". Per Thiel, gli attacchi dell'11 settembre hanno rivelato la fragilità del liberalismo secolare di fronte a un nemico che non ha dimenticato la distinzione schmittiana tra amico e nemico.

Da questa sintesi emerge la sua concezione dell'Anticristo. Come ha ricostruito con straordinaria precisione Simone Pieranni nel podcast Fuori da Qui (Chora Media), Thiel non usa il termine in senso letterale bensì come categoria politico-tecnologica. «Thiel vede potenziali anticristi in un intero zeitgeist, di persone e istituzioni concentrate unicamente sul salvarci dal progresso, a qualunque costo», spiega Pieranni. Nelle sue interviste e nei suoi interventi pubblici, Thiel cita come figure anticriste il comunismo, le Nazioni Unite, la regolamentazione sulla tecnologia, e persino Greta Thunberg - tutti accomunati, nella sua visione, dall'ossessione per il rischio esistenziale.

«Il modo in cui l'Anticristo conquisterà il mondo è parlare incessantemente dell'Armageddon. Parlare incessantemente del rischio esistenziale», ha dichiarato Thiel in un'intervista al New York Times. Paradossalmente, quindi, chi ci avverte di un pericolo imminente - climatico, nucleare, pandemico - diventa il vero agente del Male, non colui che lo nega.

Peter Thiel
Peter Thiel
Peter Thiel

Il katechon: la tecnologia come forza che trattiene l'Anticristo

Centrale nella costruzione ideologica di Thiel è il concetto teologico di katechon, termine greco usato dall'apostolo Paolo nella Seconda lettera ai Tessalonicesi per indicare la forza che trattiene la venuta dell'Anticristo. Per Thiel, come ha spiegato Pieranni nella sua analisi, il katechon è un mondo frammentato di stati nazionalisti e un acceleratore dell'innovazione tecnologica: un sistema che crea spazi di libertà capaci di impedire la completa dominazione totalitaria.

In questa griglia interpretativa, lo Stato unico mondiale - nelle sue varie forme sovranazionali, dall'ONU all'Unione Europea nelle sue versioni più integrate - rappresenta l'Anticristo; la frammentazione geopolitica, il capitalismo competitivo e l'innovazione tecnologica senza freni sarebbero il katechon che frena la catastrofe. Per questo nelle sue conferenze Thiel invita ad accelerare il progresso tecnologico, a correre molti più rischi, a portare il mondo a un punto di quasi-apocalisse per impedire il ritorno dell'Anticristo.

È una visione che fonde escatologia cristiana ultraconservatrice, accelerazionismo tecnologico e sovranismo politico in un cocktail ideologico inedito. Thiel si presenta come il custode contro la fine, ma - come osserva acutamente Pieranni - agisce come un architetto della fine che dice di temere.

Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump siede con il co-fondatore di PayPal e membro del consiglio di amministrazione di Facebook Peter Thiel, durante un incontro con i leader della tecnologia alla Trump Tower di New York, Stati Uniti, 14 dicembre 2016. REUTERS/Shannon Stapleton/File Photo
Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump siede con il co-fondatore di PayPal e membro del consiglio di amministrazione di Facebook Peter Thiel, durante un incontro con i leader della tecnologia alla Trump Tower di New York, Stati Uniti, 14 dicembre 2016. REUTERS/Shannon Stapleton/File Photo
Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump siede con il co-fondatore di PayPal e membro del consiglio di amministrazione di Facebook Peter Thiel, durante un incontro con i leader della tecnologia alla Trump Tower di New York, Stati Uniti, 14 dicembre 2016. REUTERS/Shannon Stapleton/File Photo (REUTERS)

Da libertario a MAGA: la costruzione di una rete di potere

Il percorso politico di Thiel è lungo e tortuoso. Appartenente al Partito Libertario, aveva appoggiato Ron Paul nel 2008 e Mitt Romney nel 2012. Ma nel 2016 compie la svolta che cambierà la storia americana: diventa il principale sostenitore di Donald Trump nella Silicon Valley, prende la parola alla Convention Repubblicana dichiarandosi "fiero di essere gay" e "fiero di essere repubblicano", e dona 1,25 milioni di dollari alla campagna presidenziale di Trump.

Come hanno documentato i giornalisti Ryan Mac e Lisa Lerer del New York Times in un'inchiesta del 2022, Thiel è diventato il finanziatore chiave del movimento MAGA. Dopo aver saltato le elezioni del 2020, nel 2022 ha distribuito oltre 20 milioni di dollari a 16 candidati al Senato e alla Camera, molti dei quali abbracciavano la teoria della frode elettorale trumpiana. In un evento a Miami, secondo fonti citate dal Times, aveva descritto la deputata Liz Cheney come il volto dei "traditori" - cioè i repubblicani non allineati a Trump. Steve Bannon, storico stratega dell'ultradestra, aveva commentato: «Non credo che si tratti solo di ribaltare il Senato. Credo che Peter voglia cambiare la direzione del Paese».

Nelle elezioni del 2024, Thiel ha scelto di non finanziare direttamente alcuna campagna - ha dichiarato a Fortune di non essere più convinto che il denaro contasse a livello federale - ma la sua rete è ormai insediata nel potere. Come ha ricostruito Fortune in un ampio reportage del dicembre 2024, tutti i nodi principali del governo Trump 2.0 passano per lui: Vance, Sacks, O'Neill, Kratsios, Carroll. «Sono passati dall'essere ragazzi scapestrati che schivavano la regolamentazione pubblica all'essere il governo, nel giro di una generazione», ha osservato Steve Blank, docente di Stanford.

La setta e il Dark Enlightenment

Lo spiritualismo di Thiel affonda le radici dichiarate nel cristianesimo ultraconservatore americano, ma si distorce in qualcosa di molto più radicale. Oltre a Girard, i suoi riferimenti teorici includono Leo Strauss - con la sua visione elitaria e segreta del governo dei "filosofi re" - e Curtis Yarvin, blogger monarchico e teorico del cosiddetto Dark Enlightenment, il Contro-Illuminismo digitale che propugna l'abolizione della democrazia liberale a favore di un governo tecnocratico o apertamente autoritario.

Come ha analizzato la Britannica, attraverso Thiel le idee di Girard sono state adottate da figure della destra radicale americana, incluso proprio Yarvin. Il suo protégé JD Vance ha descritto in un articolo per la rivista cattolica The Lamp il discorso di Thiel alla Yale Law School come "il momento più significativo" della sua formazione universitaria.

La riflessione del filosofo Leo Strauss sulla dissoluzione della civiltà occidentale ispira a Thiel una visione dualistica: da un lato la storia visibile, lineare, istituzionale, basata su principi garantisti; dall'altro la trama segreta, basata solo sulla forza e sulla violenza, dove agiscono le forze di sicurezza e di intelligence. Come ha scritto Ponte di Pino, la "tecnoteologia" di Thiel vede l'unica possibilità di salvezza nel connubio tra l'innovazione tecnologica più spinta e la sicurezza nazionale senza alcun contrappeso. Un'apocalisse gestita, programmata, accelerata.

La violenza, simbolica e reale, è una costante nell'operato di Thiel. Nel 2016 si è scoperto che aveva segretamente finanziato per anni la causa legale di Hulk Hogan contro Gawker Media, il sito di gossip che nel 2007 aveva rivelato il suo orientamento sessuale. Thiel aveva investito circa 10 milioni di dollari nell'operazione, portando il sito alla bancarotta. Una vendetta pianificata nel lungo periodo, tipica del suo stile.

Ha anche finanziato ricerche sul prolungamento della vita, tra cui quelle sulla trasfusione di sangue giovane come possibile elisir di lunga vita, e sul seasteading, il progetto di costruire città-stato galleggianti in acque internazionali, libere da qualsiasi regolamentazione governativa. Thiel ha dichiarato: "La libertà e la democrazia non sono più compatibili." È questa forse la sua posizione più sincera: non un conservatore che vuole conservare, ma un accelerazionista che vuole rompere.

E adesso Thiel arriva a Roma. Dopo San Francisco e Cambridge, il suo ciclo di lezioni, accessibile solo su invito, distribuito dall'Associazione culturale Vincenzo Gioberti di Brescia, approda nella capitale italiana a partire dal 15 marzo. La scelta non è casuale: l'Italia di Giorgia Meloni è uno dei laboratori europei più interessanti per quella destra post-liberale, sovranista e tecnologicamente orientata che Thiel incarna e promuove.

Il quadro teologico di Thiel offre una prospettiva per comprendere i rischi della nostra epoca, ma, come osserva Pieranni, resta da vedere se le sue lezioni sull'Anticristo rappresentino una genuina preoccupazione filosofica per l'eccessiva invasività della tecnologia, o siano piuttosto un modo per dare una patina religiosa e intellettuale a una battaglia della Silicon Valley contro qualsiasi regolamentazione del settore. Se fosse questa la posta in gioco, Thiel trova terreno fertile in una tradizione apocalittica di cui si nutre l'immaginario politico americano fin dalle origini: i nemici degli Stati Uniti, dai nativi ai comunisti, da Hitler a Barack Obama, sono sempre stati descritti, da lui, come precursori dell'Anticristo.

Peter Thiel non è semplicemente un imprenditore di successo né un finanziatore dell'estrema destra. È il progettista di un'ideologia che vuole essere all'altezza della fine dei tempi. Il paradosso è che il modo in cui si prepara alla catastrofe somiglia molto al modo in cui la produce.

Fonti e riferimenti

- Simone Pieranni, podcast "Fuori da Qui" (Chora Media): episodio su Peter Thiel

- Valigia Blu, "Peter Thiel, i tech bro, Trump e l'Anticristo": valigiablu.it

- Oliviero Ponte di Pino, "Peter Thiel, tecnoteologo della Silicon Valley" (Doppiozero, 2026): doppiozero.com

- Fortune, "How Peter Thiel's network of right-wing techies is infiltrating Donald Trump's White House" (dicembre 2024): fortune.com

- New York Times, Ryan Mac e Lisa Lerer, "Peter Thiel is a key financier of the MAGA movement" (febbraio 2022)

- Scott Alan Lucas, "Peter Thiel's Apocalypse"

- Britannica, "René Girard" (voce su Thiel come allievo e influenze politiche)

- Wired, Alex Karp e Palantir: intervista a Karp, e cosa fa Palantir

- The Revolving Door Project, "Oligarchs and the Trump Admin: Peter Thiel"