PHOTO
Vladimir Putin durante un incontro in videoconferenza con Xi Jinping lo scorso 4 febbraio.
Pochi giorni dopo la visita di Donald Trump, Vladimir Putin non vuole restare fuori dai giochi. E ora tocca al presidente russo volare a Pechino per incontrare il presidente Xi Jinping, riaffermando il legame strettissimo della Russia con la Cina, principale partner commerciale e diplomatico di Mosca, formalmente neutrale nei confronti della guerra contro l’Ucraina. Tutti alla corte di Xi Jinping, che si conferma il leader mondiale più influente, quello più determinante dal punto di vista degli equilibri geopolitici attuali, con il quale i leader delle altre potenze devono necessariamente confrontarsi e dal quale non possono prescindere.
L'alleanza Russia-Cina non è «diretta contro nessuno», poiché i due Paesi lavorano per «la pace e la prosperità universale», fornendo un contributo importante alla risoluzione di questioni globali e regionali. Sono le affermazioni del leader del Cremlino, riportato dall’agenzia di stampa russa Tass. «La stretta relazione strategica tra Russia e Cina svolge un ruolo fondamentale di stabilizzazione a livello globale. Le relazioni tra Mosca e Pechino hanno raggiunto un livello senza precedenti, che si riflette nella loro disponibilità a sostenersi reciprocamente su questioni chiave, inclusa la tutela della sovranità».
«È in questo spirito che Mosca e Pechino agiscono in modo coordinato per difendere il diritto internazionale e le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite nella loro interezza, completezza e interconnessione», ha dichiarato Putin in un videomessaggio alla vigilia della visita a Pechino.
Intanto, Mosca ha annunciato che l’esercito russo inizierà oggi tre giorni di esercitazioni sulle armi nucleari che coinvolgeranno migliaia di soldati in tutto il Paese. «Dal 19 al 21 maggio 2026, le Forze Armate della Federazione Russa conducono un'esercitazione sulla preparazione e l'uso delle forze nucleari in caso di minaccia di aggressione», ha dichiarato il ministero della Difesa.
All ‘incontro fra Putin e Xi Jinping di mercoledì 20 arriverà una vasta delegazione russa, con otto ministri, la governatrice della Banca centrale, direttori di imprese di Stato, presidenti di banche e dirigenti di gruppi industriali, a conferma che il vertice bilaterale ha come obiettivo principale il rafforzamento del partenariato strategico fra i due Paesi. Come ha dichiarato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, in discussione ci sarà la realizzazione del Power of Siberia 2: un gasdotto che dovrà collegare i giacimenti della Siberia occidentale alla Cina settentrionale, garantendo a Pechino la fornitura di 50 miliardi di metri cubi di gas all'anno. La struttura dovrebbe affiancarsi al Power of Siberia 1, in funzione dal 2019. Infrastrutture mastodontiche che rispondono alla nuova strategia energetica di Mosca, dopo l’inizio della guerra su larga scala contro l’Ucraina – con l’apertura di nuove rotte e l’espansione verso oriente, dopo l'introduzione delle sanzioni europee a seguito dell'aggressione all'Ucraina nel 2022.





