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Chissà se a Donald Trump sono arrivate le parole delle meditazioni volute da papa Leone per la Via Crucis: «Il vero potere non è quello di chi ritiene di poter disporre della vita altrui nel dare la morte, ma quello di chi realmente può vincere la morte dando la vita e può dare la vita anche accettando la morte». Dio manifesta «che il potere autentico non è quello di chi usa la forza e la violenza per imporsi, ma quello di chi è capace di prendere su di sé il male dell’umanità, il nostro, il mio; e annullarlo con la potenza dell’amore che si manifesta nel perdono». E se avrà ascoltato il monito severo: «Chi ha il potere di fermare le guerre ne risponderà davanti a Dio».
A noi arrivano le immagini, surreali ma purtroppo vere, di un presidente degli Stati Uniti che si compiace delle parole della pastora Paula White. Invitata a un pranzo in preparazione della Pasqua, la telepredicatrice evangelica, nominata da Trump presidente dell'Ufficio della Fede della Casa Bianca, ha paragonato le battaglie legali e il ferimento durante un comizio del Tycoon alle prove sopportate da Cristo. «Gesù ha impartito innumerevoli lezioni attraverso la sua morte, la sua sepoltura e la sua resurrezione. Ci ha mostrato una grande leadership: una grande trasformazione richiede un grande sacrificio. E, presidente, nessuno ha pagato un prezzo come quello che ha pagato lei. Le è quasi costato la vita. È stato tradito, arrestato e falsamente accusato», ha dichiarato concludendo il discorso con un «ma come Lui è risorto, anche tu sei risorto» e sarai «vittorioso in tutto ciò che farà», perché Dio si sta servendo di te «per sconfiggere il male».
Nonostante le parole della White, però, e le cerimonie teatrali nella Sala Ovale della Casa Bianca, con «esorcismi di massa contro Satana e le forze oscure che minacciano il Presidente», Trump è ai minimi storici nel consenso degli americani, anche tra i fedelissimi che lo hanno votato. E mentre aumenta le spese militari a cifre mai viste dalla Seconda guerra mondiale, minaccia di licenziare i vertici militari e amministrativi che non trovano una via d’uscita alla guerra intrapresa contro l’Iran.
Respinta la richiesta di tregua da parte di Teheran il presidente ondeggia tra un «la guerra finirà tra due settimane perché abbiamo ottenuto i risultati e chi non ci ha aiutato andasse da solo a riprendere il passaggio dallo stretto di Hormuz» e il «ci prenderemo il petrolio dello stretto di Hormuz a tutti i costi e riporteremo l’Iran all’età della pietra».
Intano sono soprattutto i civili a fare le spese delle improvvisazioni trumpiane, mentre Israele ne approfitta per avanzare nel Sud del Libano.




